Esclusive PRIMA PAGINA

ESCLUSIVA – Davide Bernardi: “San siro crea un microclima unico negli stadi italiani. Leao? Se ci si aspetta ‘la fame’ di Modric…”

Davide Bernardi

Allegri

lo ha ribadito più volte: “L’obiettivo è la Champions League“. Ma il Milan di questo inizio di stagione ha raccontato tutt’altro: in queste prime dieci giornate la squadra ha collezionato 21 punti, è stato quindi il campo a parlare, il Diavolo può lottare per lo Scudetto. Il Napoli di Antonio Conte, che guida la Serie A, dista una sola lunghezza. La mentalità vincente di Allegri non si discute e il suo Milan l’ha già acquisita: la singola competizione è un vantaggio non da poco.

LEGGI QUI – Tra ingenuità e prodezza: il Milan può puntare su Athekame?

Davide Bernardi

, noto giornalista di DAZN e Prime Video, ha rilasciato un’intervista in esclusiva alla redazione di AllMilan.it. Il suo sguardo privilegiato da bordocampo gli ha permesso di raccontare il Milan e le altre squadre di Serie A da una prospettiva esclusiva. Di seguito le sue dichiarazioni:

Durante la prima giornata hai visto da bordocampo Milan-Cremonese, una gara che non ha sorriso ad Allegri. Quali sono state le tue sensazioni durante la partita e cosa pensi sia cambiato nella squadra da allora?

“Le prime sensazioni non furono positive, mi immaginavo un Milan che almeno col ritmo e con l’entusiasmo sopperisse a qualche mancanza (Rabiot non era ancora arrivato). Io esco da quella partita dicendo questa cosa: non c’è nessuno stadio che in Italia sposti, nel bene e nel male, quanto San Siro. Ci sono partite che ti vince San Siro, col suo entusiasmo, ma alla stessa maniera ci sono anche partite in cui, se i tifosi non cantano, tu nella partita ci rimani impelagato e quella volta fu così. Solo Modric riuscì per 5 minuti ad accendere tutto e infatti in quell’intervallo di tempo, il Milan creò 3 occasioni in serie. Ora è cambiato che piano piano tutto si è allineato, Allegri ha fatto valere tutta la sua esperienza, normalizzando la quotidianità del Milan, trovando subito un undici chiaro e definito. E poi San Siro è tornato a partecipare, contro il Napoli ha pesato tantissimo e con la Roma pure.”

La magia di San Siro è unica; pensi sia giusto costruire un nuovo stadio?

“Io credo che l’atmosfera di San Siro e quindi i ricordi derivati da questa atmosfera, negli anni li abbiano creati le persone: i campioni in campo e i tifosi sugli spalti. Quando San Siro è al suo massimo, crea un microclima unico negli stadi italiani, ma è anche vero che oggi uno stadio non può ‘essere solo la partita’. Provate ad andare all’Amsterdam Arena o al Bernabeu. Il principio mi sembra lo stesso del ritirare i numeri di maglia: se avessero ritirato il 7 di Best, non ci sarebbe stato il 7 di Cantona e il 7 di Beckham.”San Siro

Leao è spesso al centro delle critiche dei tifosi: c’è chi lo accusa di non impegnarsi abbastanza e chi di essere svogliato. Tu come lo valuti? Pensi che possa diventare un campione?

“Mi sembra un po’ presuntuoso permettersi di criticare di scarso impegno un atleta professionista oggi, senza conoscere effettivamente cosa significhi essere un atleta professionista oggi. Non bisogna dimenticarsi che ogni atleta-giocatore ha la propria maniera di vivere lo sport.Se ci si aspetta “la fame” di Modric da Leao, probabilmente quella non la si avrà mai. Guardare la docuserie di Alcaraz da un certo punto di vista è illuminante. Lui vorrebbe diventare il miglior tennista di tutti i tempi, ma sta ancora cercando di capire se sia disposto a fare (e non fare) tutto il necessario per diventarlo.”

All’arrivo di Modric, le critiche non sono mancate nemmeno per uno come lui, tu hai avuto la fortuna di vederlo da vicinissimo. Che giocatore è?

“Nel calcio, da sempre c’è una frase fatta, una specie di modo di dire: ‘fa sembrare semplici anche le cose complicate’. Ecco da quando seguo le partite da bordocampo, solo due persone mi hanno dato davvero questa sensazione, lui e Busquets. Modric lo vedi giocare, fare un passaggio che lì per lì sembra scontato, mi ritrovo a pensare quasi ‘beh certo, ovvio che l’abbia passata lì’. Poi però il passo successivo è: si ma perché quel passaggio lo fa solo lui?.”

Saelemaekers è l’uomo in più del Milan: crea superiorità, salta l’uomo, fa tutto lui. La società ha sbagliato a mandarlo in prestito negli ultimi due anni o è grazie alle esperienze con Bologna e Roma se oggi è un giocatore così determinante?

“Col senno del poi credo sia stata una scelta giusta per entrambi. La maglia del Milan pesa come poche altre in Serie A, lui a Bologna e Roma ha giocato per allenatori e obiettivi diversi. Oggi è un giocatore totale per la disponibilità tattica che offre ad Allegri, ma d’altronde anche la maniera in cui arriva al Milan diceva già molto di quel che sarebbe diventato. Il Milan cercava un terzino a destra, poi vedono lui, che non è proprio un terzino, ma quando ha la palla come disse Maldini ‘c’è, lui c’è, lo senti nella partita‘.”Alexis Salemaekers

Rimanendo in tema prestiti: è stato giusto mandare Camarda a Lecce? Come vedi la sua crescita?

“Così giovane è importante mettere minuti, anche se considerate le assenze di oggi del Milan, probabilmente anche a Milano avrebbe giocato. A 16 anni un Erasmus fuori casa, dove sei costretto ad essere più indipendente, dove giochi per obiettivi diversi e le tue prestazioni hanno un peso diverso, può solo aiutarlo a crescere“.

Sotto la guida di Allegri, Pavlovic è rinato, nell’ultima stagione non aveva convinto a pieno. Quanto è importante il ruolo del tecnico in questa sua crescita?

Decisivo, Allegri è riuscito fin qui ad esaltarne i pregi e nascondere i difetti. Lui si trova sicuramente meglio a 3, dove condivide le responsabilità con altri due centrali. Da terzo può anche far valere di più la propria fisicità, come visto contro la Roma. I piedi non sono quelli di Beckenbauer, ma anche lì il passo in avanti mi sembra chiaro: l’anno scorso Conte preparò la partita a Napoli sulle sue lacune tecniche palla al piede, oggi le uscite a sinistra del Milan sono una costante“.

Seguici anche sui nostri profili InstagramFacebookTik Tok,YouTube e X