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Campioni, non carte d’identità: la storia lo insegna

La questione Lewandowski si fa sempre più interessante. Anche se un suo arrivo a gennaio è da escludere, i numeri poco convincenti dei centravanti dopo l’era Giroud mantengono alta l’attenzione sulla necessità, per il Milan, di inserire in rosa dalla prossima estate un attaccante di grande livello. Un profilo esperto e di fama internazionale come Lewandowski potrebbe rappresentare la soluzione ideale.

“Se è difficile parlare del mio lavoro? Di parlare se ne occupa la stampa! Io preferirei tornare a casa e concentrarmi sulla prossima partita. Provo sempre a staccare la spina e non ascoltare troppo quello che dice la gente. È più importante concentrarsi sull’allenamento, lavorare duro e mettere tutte le mie energie sulla prossima partita – come segnare più gol e come vincere. Ecco, questo è ciò su cui provo a concentrarmi. Sono una persona coi piedi per terra e col sangue freddo”.

Così dichiarava Robert in un’intervista, parole che rivelano tratti comuni con Modric, altro campione che ha scelto di vestire la maglia rossonera in questa stagione. Entrambi incarnano i valori del duro lavoro, dell’umiltà e della freddezza necessaria per affrontare ogni partita, anche la più difficile, con la determinazione di rialzare la squadra.

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Il campione che ha fatto la differenza con la maglia rossonera

Numerosi sono i grandi campioni che, nel corso degli anni, hanno indossato la maglia rossonera, in particolare nel reparto offensivo. Molti di loro sono arrivati a Milano con una carriera già ricca di esperienze e successi alle spalle, come nel caso di Zlatan Ibrahimović.

Mentre lo svedese concludeva la sua avventura in MLS, il Milan attraversava una fase complessa, affidando la panchina al suo ottavo allenatore post-Ibra. Il 9 ottobre 2019 la guida tecnica passò a Stefano Pioli che, nonostante un inizio particolarmente difficile e la pesante sconfitta per 5-0 contro l’Atalanta, pose le basi per una rinascita. Pochi giorni dopo, il 27 dicembre 2019, arrivò l’annuncio ufficiale del ritorno di Ibrahimović al Milan.

La sua seconda avvenuta in rossonero si rivelò fondamentale, Ibra fu decisivo non solo sul campo, ma anche nello spogliatoio, contribuendo da leader al ritorno al tricolore nella stagione 2021-2022, il suo secondo scudetto con il Milan.

In quel periodo non mancarono le critiche a questo acquisto: in molti ritenevano che, a causa dell’età, sarebbe stato difficile per lui adattarsi nuovamente all’ambiente rossonero e al ritmo del campionato italiano. Tuttavia, con impegno e dedizione, Zlatan ha smentito ogni dubbio, dimostrando che il vero campione capace di cambiare il destino del Milan poteva essere solo lui.

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