PRIMA PAGINA

Caressa ne è sicuro: “Ecco per me dove arriverà il Milan”

CARESSA

L1-0 contro la Lazio a san Siro fa volare il Milan, il quale raggiunge la vetta del campionato ed allunga la personale striscia di imbattibilità. Difatti, fatta eccezione per il match d’esordio contro la Cremonese, il Diavolo non ha mai perso fin qui in Serie A. In attesa della semifinale di Supercoppa Italiana contro il Napoli, i ragazzi di Allegri affronteranno in campionato Torino e Sassuolo per dare continuità e rafforzare il primato, mentre domani andrà di scena l’importantissimo ottavo di finale di Coppa Italia contro la Lazio.

L’ultimo precedente nella competizione tra rossoneri e biancocelesti risale alla stagione 2021-2022. In quell’occasione si giocava a San Siro, ed il match finì con un netto 4-0 per il Milan, grazie anche ad una doppietta di Giroud. Il Diavolo da quell’edizione della Coppa Italia ne uscirà sconfitta in semifinale per mano dell’Inter, ma vincerà poi il diciannovesimo scudetto a maggio della stessa annata.

Probabilmente è proprio da quella stagione che il Milan non aveva un rendimento così elevato come in questa attuale. Su questa tematica e su argomenti inerenti all’andamento della squadra, ne ha parlato il noto giornalista e telecronista Fabio Caressa sul proprio canale YouTube.

Caressa
Caressa

LEGGI ANCHE – Calciomercato Milan, possibile interesse per un attaccante della Serie A?

Qui di seguito le parole di Fabio Caressa:

Il Milan è una squadra solida, Allegri ha cominciato guardando dalla prima giornate, e capendo che la squadra prendeva troppi gol. Si faceva prendere d’infilata e non aveva le coperture necessarie. Ha giocato tutto su questo elemento. Ha dimostrato che i giocatori si possono migliorare con l’allenamento. Per me il Milan arriva in fondo perché ha le caratteristiche per farlo. Perché attenzione, se le squadre di Allegri arrivano a febbraio/marzo che sono avanti, in scia, poi batterle è molto difficile. Superarle difficile anche, perché il Milan non avrà tanti impegni, fatta eccezione per la Coppa Italia. Non avere le coppe è diventato fondamentale, perché giocare in Champions o in Europa League vuol dire fare due campionati contemporaneamente. Non è più come prima“.