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Milan, il tabù delle neopromosse: San Siro aspetta la svolta

allegri

C’è un tabù grande così da sfatare, e guarda caso passa ancora una volta da San Siro. Il Milan si trova davanti a un bivio che dice molto più di quanto sembri: dopo la sconfitta contro la Cremonese e il pareggio contro il Pisa, i rossoneri rischiano di non vincere nessuna delle prime tre partite stagionali di Serie A contro squadre neopromosse. Non succede dal 2014/15, quando arrivarono due pareggi con Empoli e Cesena e una sconfitta contro il Palermo. Dato Opta, ma soprattutto campanello d’allarme.

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Eppure, dentro Casa Milan l’aria è tutt’altro che pesante. Anzi, si respira ottimismo. Massimiliano Allegri continua a ripetere il mantra: l’obiettivo è il quarto posto, perché tornare in Champions League è vitale. È la linea dettata dalla società, chiara e senza giri di parole. Ma se poi la classifica ti sorride, perché smettere di sognare?

Ad oggi, Pulisic e compagni sono lì davanti, appaiati al Napoli. E allora il sogno, anche se sussurrato, prende forma. A dirlo apertamente è il presidente Paolo Scaroni, che non nasconde la sua fame di vittorie: “Nel calcio europeo vincere è tutto. Parole che pesano, soprattutto da chi uno scudetto lo ha vissuto e lo ricorda come qualcosa di indimenticabile.

Scaroni ha poi sottolineato l’importanza della guida tecnica, elogiando apertamente Allegri e il suo modo di gestire il gruppo: “Quando sono arrivato al Milan mi hanno spiegato che la squadra in campo è la figlia dell’allenatore e della società. La società deve essere sana, e Gerry Cardinale ce lo garantisce, e poi c’è un allenatore come Allegri che ne ha viste tante durante la sua carriera”.

Infatti, al centro di questo Milan c’è Allegri, elogiato pubblicamente dopo una stagione passata segnata da scelte discutibili in panchina. Per Scaroni, l’esperienza del tecnico livornese è un valore chiave: serenità, equilibrio emotivo, capacità di gestire pressione e momenti difficili. Tutti elementi che, secondo il presidente, si riflettono direttamente sul campo.

La formula è semplice: una società solida, una guida esperta e una squadra che segue. Ora però serve trasformare l’ottimismo in punti, soprattutto contro chi, sulla carta, è più indietro. San Siro aspetta una risposta. E magari, l’inizio della fine di quel tabù.

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