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Tresoldi, cuore rossonero e foto con Leao: Milanello sullo sfondo? Le parole del giornalista

Nicolò Tresoldi Milan

Il calcio, a volte, sa sorprendere nel modo più imprevedibile. Lo ha raccontato Luca Bianchin su gazzetta.it, soffermandosi su un curioso retroscena emerso a San Siro nella giornata di ieri, in occasione di Milan-Verona, gara vinta dai rossoneri per 3-0.

“Se Rafa Leao fosse stato bene, avrebbe giocato titolare e Nkunku avrebbe guardato dalla panchina. Invece Nkunku alle 14.30 era in campo con il trofeo di MVP dato dalla Lega e Leao in tribuna”, scrive Bianchin, sottolineando come le circostanze abbiano ribaltato le gerarchie della vigilia.

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Leao spettatore speciale e l’incontro con Tresoldi

Rafael Leao, fermo ai box per infortunio, ha seguito la partita dalla tribuna di San Siro. Proprio lì è avvenuto un incontro significativo: il numero 10 portoghese si è infatti fermato per una foto con Nicolò Tresoldi, giovane attaccante del Club Brugge, presente allo stadio da semplice tifoso.

Tresoldi, classe 2004, è nato a Cagliari ma cresciuto calcisticamente in Germania. Nonostante il suo percorso all’estero, non ha mai nascosto il suo legame profondo con i colori rossoneri.

Tresoldi e il Milan nel cuore: parole che fanno sognare i tifosi

L’attaccante italo-tedesco ha condiviso sui social lo scatto con Leao a San Siro, confermando ancora una volta il suo amore per il Milan. Un sentimento ribadito anche in alcune interviste rilasciate nei mesi scorsi.

Luca Bianchin

Parole chiare, pronunciate nell’ottobre 2025, che non sono passate inosservate tra i tifosi milanisti:

“Ovviamente seguo molto il calcio italiano. Il mio sogno è sempre stato quello di giocare nel Milan. Da tifoso rossonero quale sono, seguo tanto il Milan”.

Suggestione di mercato?

E chissà che, come ironizza Bianchin, un centravanti con il cuore rossonero non possa davvero trovare spazio nei sogni dei tifosi: “I milanisti, che apprezzano chi ha il cuore rossonero, lo porterebbero a Milanello domani mattina”.

Per ora è solo una suggestione, ma San Siro, ancora una volta, ha fatto da cornice a una storia che profuma di futuro e appartenenza.

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