Luka Modric, ormai sempre più al centro dei piani di Massimiliano Allegri e il suo staff. Nel corso della giornata odierna, il fuoriclasse croato ha rilasciato un’intervista ai microfoni del nostro collega del Corriere della Sera, Carlos Passerini. Nel corso di quest’ultima, alla domanda posta dal collega, ha voluto esprimere la sua sul delicato momento che sta passando l’Italia dal punto di vista calcistico, viste le ultime due clamorose esclusioni dal Mondiale.
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La Croazia ha meno di quattro milioni di abitanti. Eppure eccelle nello sport, a cominciare dal calcio. In Russia nel 2018 e in Qatar nel 2022 l’Italia neppure c’era, voi siete arrivati secondi e terzi. Qual è il segreto?
“La mentalità. Saper soffrire, non arrendersi mai. Ci hanno insegnato che per ottenere qualcosa devi combattere. E poi devi difenderla. Il talento conta, ma non basta. Credo che l’esperienza della guerra abbia inciso, sotto questo aspetto, su tutta la mia generazione”.
Il calcio italiano invece è in enorme difficoltà. È la mentalità che manca?
“Forse sì. Ma spero di rivedervi al Mondiale. Io sono cresciuto con il mito del calcio italiano“.

In molti rivedono in lei Pirlo.
“Li ringrazio, il paragone mi onora: Pirlo ha sei anni più di me, ha aperto una strada. Ma il mio idolo, Boban a parte, era Francesco Totti. In Serie A avevate calciatori favolosi. Li guardavo e mi dicevo: quello è il calcio che voglio giocare”.
Lo scudetto è possibile già quest’anno?
«Al Milan si deve giocare sempre per vincere, solo per vincere. E’ possibile. Ma è lunga. Nel calcio devi pensare partita per partita. Se cominci a programmare a distanza di mesi, ti perdi»
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