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L’ex attaccante sicuro: “Senza Leao il Milan gioca più di squadra”

Leao

La diciottesima giornata di Serie A si è conclusa senza variazioni in vetta alla classifica. Inter, Milan e Napoli restano appaiate al comando, mantenendo inalterate le distanze reciproche, ma con un dato significativo: il vantaggio sulle inseguitrici sta aumentando.

Alle spalle del trio di testa, infatti, Roma e Juventus faticano a tenere il passo. La sensazione è che le prime tre stiano provando ad accennare una prima fuga, creando un solco importante nella corsa allo scudetto.

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Il tema è stato approfondito nella puntata domenicale de “Il Club”, trasmissione in onda su Sky Sport 24, dove sono stati analizzati pregi e difetti delle squadre di vertice. Tra gli interventi più rilevanti, quello dell’opinionista ed ex attaccante Paolo Di Canio, che si è soffermato in particolare sul Milan.

Secondo Di Canio, i rossoneri non esprimono un gioco particolarmente brillante o continuo, ma hanno costruito una struttura solida e una chiara identità tattica:

Il Milan non è che crei tutto questo gioco: è una squadra che tiene il campo, gestisce il pallone e poi ha la qualità per trovare la giocata”.

Un equilibrio raggiunto anche grazie alla presenza di giocatori esperti, capaci di far crescere il rendimento di chi li circonda. Questo aspetto emerge soprattutto quando Rafael Leao non è in campo:

di canio
di canio

“Senza Leao il Milan gioca più di squadra e migliorano anche quelli che vedi meno in zona gol, come Bartesaghi”.

Con il numero 10 in campo, invece, il Milan cambia volto:

“Con Leao sai che va diretto, soprattutto da punta. Anche quando sembra sonnecchiare, il gol può sempre arrivare”.

La riflessione finale dell’ex attaccante riguarda proprio il rendimento del portoghese. Per Di Canio il “dilemma Leão” non esiste più, ma restano interrogativi sulla continuità delle sue prestazioni:

“Sono numeri bassi e non so per quanto possa continuare”.

Un’analisi che alimenta il dibattito su un Milan equilibrato e maturo, ma ancora chiamato a trovare continuità e incisività nella seconda parte di stagione.


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