Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Lele Adani ha analizzato le partite di ieri di Milan e Napoli, in vista del doppio confronto tra le due squadre ai quarti di finale di Champions League. Queste le parole dell’ex Inter:
Su Lecce-Napoli:
“La squadra di Spalletti a Lecce ha faticato un po’ a creare e quindi ha ripiegato sulla concretezza della sua difesa. Non ha fatto la solita partita di dominio assoluto, ma ha dovuto vincere contrasti e correre spesso all’indietro. Alla fine il Napoli si è preso tre punti che a mio giudizio possono voler dire scudetto e lo ha fatto comunque con merito, seppur passando dalla sofferenza. Dopo la batosta contro il Milan è quello che serviva”.
Sull’infortunio di Simeone:
“Sicuramente se Osimhen non dovesse recuperare sarebbe un bel problema. C’è la soluzione proposta ieri con Raspadori, ma Spalletti potrebbe anche inventarsi qualcosa utilizzando Elmas. Chiaro che nessuno può rimpiazzare Osimhen al 100%…”
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Sulla reazione del Napoli dopo lo 0-4:
“Ci sono due scuole di pensiero: chi sostiene che quel risultato in ottica Champions sia una fortuna e chi no. Io sto nel mezzo: il Napoli non è uscito depotenziato, ma il Milan si è rafforzato nella convinzione. Spalletti dovrà trovare delle contromisure alla pressione che i rossoneri hanno portato con Bennacer alto su Lobotka: una potrebbe essere migliorare il primo palleggio, l’altra la giocata centrale sul centravanti, ma puoi farla solo se hai Osimhen che obbliga gli avversari a non lasciarsi troppo campo dietro.
Ecco, la presenza del nigeriano è l’ago della bilancia della sfida, perché a quel punto il Milan potrebbe avere un po’ di timore ad accettare l’uno contro uno in qualsiasi zona del campo. La stagione diche che il Napoli ha fatto meglio del Milan, ma oggi siamo vicini ad un 50 e 50, alla luce di quello che ho visto fare dai rossoneri una settimana fa”.
Su Milan-Empoli:
“Credo abbia pesato il turnover massiccio. Mi ha deluso Origi, il Milan per lunghi tratti della gara è stato poco pericoloso, c’era poca intesa nelle trame di gioco. Non tanto perché i rossoneri pensassero alla Champions, ma probabilmente perché i rossoneri non possono permettersi una rotazione massiccia senza concedere qualcosa”.
Sulle scelte di Pioli per il match di Champions League:
“Penso ripartirà dalle stesse mosse di una settimana fa. E cioè Bennacer alto in pressione, Krunic che si abbassa in impostazione, Leao e Diaz bravi nello stringersi o allargarsi a turno, i terzini aggressivi. Il Milan visto a Napoli ha la natura di quello che ha vinto lo scudetto. E se i ragazzi di Spalletti non si esprimono al massimo, sanno a cosa vanno incontro”.

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