Giochismo o non giochismo, risultatismo o meno, fortuna o casualità. Al di là delle etichette e delle opinioni, ci sono i fatti. E i fatti, come spesso accade nel calcio, non mentono. Massimiliano Allegri sta incidendo in maniera profonda sul Milan, riportandolo su livelli che, numeri alla mano, rappresentano un netto salto in avanti rispetto alla scorsa stagione.
I numeri del Milan di Allegri
Dopo 21 giornate di campionato, i rossoneri hanno conquistato 46 punti: ben 15 in più rispetto allo stesso momento dello scorso anno, quando — già con Sergio Conceição in panchina — il bottino si fermava a quota 31. Un dato che da solo fotografa la crescita della squadra, resa ancora più evidente dalla straordinaria continuità: il Milan è imbattuto da 20 partite consecutive, con l’unica sconfitta arrivata all’esordio stagionale contro la Cremonese.
Non si tratta soltanto di risultati, ma anche di equilibrio. Il Milan di Allegri può infatti guardare (quasi) tutti dall’alto verso il basso in due delle categorie più decisive del campionato: attacco e difesa. I rossoneri vantano il secondo miglior reparto offensivo con 34 gol segnati, alle spalle soltanto dell’Inter (44). Nella passata stagione, dopo 21 giornate, le reti realizzate erano state 30.
Ancora più significativo il dato difensivo: il Diavolo ha incassato appena 16 gol, seconda miglior difesa del torneo dietro soltanto alla Roma, ferma a quota 12. Un confronto che diventa impietoso se raffrontato al passato recente: un anno fa, alla stessa altezza del calendario, il Milan aveva già subito 23 reti.
Solidità, continuità e concretezza. Allegri ha costruito un Milan meno spettacolare per alcuni, ma tremendamente efficace. E mentre il dibattito sul “come” continua, la classifica racconta un’altra storia: quella di una squadra tornata stabilmente ai vertici, con numeri che parlano chiaro e una stagione che, passo dopo passo, sta prendendo una direzione sempre più ambiziosa.
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