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Ambrosini: “Ibra riempie il vuoto lasciato da Maldini! Ora i giocatori…”

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Il ritorno di Zlatan Ibrahimovic al Milan è un colpo mirato che la società ha voluto fortemente per provare a far ritrovare ai rossoneri lo spirito visto nella prima parte di stagione. La sua prima apparizione come membro della società rossonera però non è andato nel migliore dei modi in quanto, nella trasferta di Salerno, gli uomini di Stefano Pioli non sono riusciti ad andare oltre il pareggio contro i ragazzi di Filippo Inzaghi. In merito al ritorno della leggenda svedese, ne ha parlato Massimo Ambrosini che, ai microfoni di Gazzetta.it, è tornato a parlare dell’addio del suo ex compagno Paolo Maldini e anche della presa di responsabilità dei giocatori.

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Ibrahimovic
Ibrahimovic

Queste le dichiarazioni di Massimo Ambrosini: “Per ora ovviamente non è giudicabile. Ma ragionando da ex calciatore, posso dire di aver sempre avvertito la necessità che ci fossero elementi a cui aggrapparsi nella società nei momenti difficili. Vedevo Maldini e Massara come ganci a cui i ragazzi potevano aggrapparsi. Mi pare comunque che a Zlatan non sia stato affidato un semplice ruolo da trait d’union, ma con la proprietà vada ben oltre. Ibra riempie il vuoto lasciato da Maldini e Massara, anche perché all’allenatore sono stati consegnati compiti che il club dà per scontati, che però per il tecnico sono aspetti in più.

Su Pioli: “Classifica alla mano il Milan è in linea con quello che è l’obiettivo minimo. Sull’allenatore non penso siamo arrivati al punto di non ritorno, di rottura. Certo, è preoccupante vedere come la squadra cada con questa continuità. A questo va aggiunta l’aspettativa di una proprietà che ha speso tanto sul mercato“.

Sugli Infortuni: “Beh, vorrei ricordare che MilanLab nacque per avere uno strumento in grado di fornire prevenzione – spiega Ambrosini -. Ma ora come ora è impossibile dare spiegazioni per chi non vive tutti i giorni a Milanello. Certo, c’è qualcosa che evidentemente non funziona e che merita delle riflessioni”.

Ambrosini: “I giocatori si devono assumere le proprie responsabilità!”

L’ex centrocampista del Milan ha poi proseguito: “Ma in realtà il vero punto è un altro, ovvero che anche i calciatori devono assumersi le responsabilità. E’ abbastanza chiaro che di base il problema è motivazionale, e le motivazioni devono darle allenatore, ambiente e società, però anche i calciatori devono fare di più e devono farlo meglio. Con più animo, con più convinzione e con più continuità. Devono ri-alimentare, ri-alimentarsi. Anche forzandosi, se è il caso, per il bene del gruppo”.

Su i centrocampisti: “Adli è un buon giocatore, che però non sposta così tanto. Tra l’altro in quel ruolo è stato un po’ riadattato, in Francia agiva un po’ più avanzato. Loftus-Cheek? Deve alzare l’asticella perché uno col suo fisico e con le sue qualità non può farle vedere così poco. In un calcio di transizione come quello del Milan, e in una squadra dove non arrivano così tanti gol dal reparto offensivo, i centrocampisti devono alzare il livello. Il Milan gioca con delle ali a cui piace dribblare, e allora poi l’area in qualche modo va riempita. Chi ha avuto l’impatto migliore dei nuovi acquisti? Reijnders, per continuità”.

Sul mercato di gennaio: “Intanto iniziamo col dire che se Bennacer sta bene hai sistemato il problema in mezzo al campo, davanti alla difesa. Il problema è che Bennacer andrà in Coppa d’Africa quindi io un centrale di centrocampo lo prenderei. Anche perché Reijnders ha caratteristiche diverse, rende bene quando ha campo davanti e può inserirsi. In attacco Jovic ha dato qualche cenno di risveglio, ma un attaccante da affiancare a Giroud ci starebbe. A Olivier cosa vuoi chiedere di più, tra l’altro molto dell’anima che il Milan ha perso con l’addio di Tonali ce la mette in campo Giroud. Giocatore di grande spessore agonistico e caratteriale, un esempio da cui dovrebbero attingere molti giocatori”.

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