Massimo Ambrosini
, ex capitano del Milan e oggi opinionista televisivo, è stato scelto tra gli ambassador di DAZN per l’imminente Mondiale per Club che comincerà negli Stati Uniti. Nel corso di un’intervista ha parlato della vittoria della Coppa del Mondo nel 2007:
“Il primo ricordo che ho è che quel momento lì della mia carriera coincide con il miglior momento fisico, tecnico e mentale. Ho un ricordo di quella trasferta, che per noi è durata dieci giorni perché abbiamo fatto semifinale e finale, come uno dei momenti più belli, sereni e coinvolgenti della mia vita sportiva all’interno del Milan. Noi affrontammo in semifinale dei giapponesi che avevano poco dal punto di vista tecnico ma avevano l’ambiente, il tifo, l’entusiasmo, la percezione di non aver nulla da perdere: lì tu devi far leva su qualcosa di diverso oltre l’aspetto tecnico”.
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Su quel Milan
: “Noi eravamo un gruppo molto unito che ha avuto la fortuna di giocare e formarsi nel corso degli anni. Avevamo una base molto solida che è stata costruita negli anni. Ora non ci sono tanti esempi di questo tipo in giro: abbiamo rappresentato un’unicità da quel punto di vista e penso sia qualcosa a cui le società odierne dovrebbero ambire perché non è un modello non replicabile”
Ambrosini sul Mondiale per Club
Ambrosini sul torneo che sta per iniziare
: “Essendo una novità pone degli interrogativi su come le squadre lo interpreteranno. Secondo me sarà un torneo che crescerà strada facendo: cominceranno a capirne l’importanza che si andrà avanti. All’inizio ci può essere una sorta di adattamento. Non dimentichiamoci che Juventus e Inter hanno l’esperienza per non farsi sorprendere. Il tema, anche per l’Inter, è capire in che modo arriveranno”.
