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Ambrosini sulla crisi italiana: “Bisogna spingere i giovani a giocare”. E su Camarda…

Massimo Ambrosini Milan

Termina, o meglio non inizia proprio il percorso dell’Italia al Mondiale USA 2026, con gli Azzurri che per la terza edizione consecutiva escono ai playoff. Per il terzo Mondiale di fila l’Italia non presenzierà alla fase finale del torneo, diventando così l’unica squadra al mondo a raggiungere questo traguardo possedendo almeno una Coppa del Mondo nel proprio palmares. Decisivi gli errori individuali dei singoli, nei 120 minuti come nei calci di rigore, con anche Donnarumma meno “pararigori” del solito.

Questo risultato pessimo della Nazionale ha sollevato ovviamente numerose polemiche di ogni genere, dal sistema calcistico italiano da rifondare all’approccio tattico e psicologico errato della gara. All’eco di delusione collettiva che attanaglia lo Stivale in queste ore, si è aggiunta la voce di Massimo Ambrosini. L’ex Milan e Nazionale Italiana, nonchè attuale grande opinionista, ai microfoni di Cronache di Spogliatoio ha espresso il suo pensiero. Tanti i temi trattati da Ambrosini, tra cui la gestione dei giovani italiani.

Camarda - acmilan.com
Camarda – acmilan.com

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Queste le parole di Massimo Ambrosini:

Sono triste come a Istanbul e questo rende l’idea del mio stato d’animo. Sono nauseato dal dover rifare questi discorsi e rianalizzare tutto nel profondo, un’altra volta. È una generazione con pochi talenti e quei pochi che abbiamo non hanno la spensieratezza, la spregiudicatezza o il coraggio dei ragazzi degli altri Paesi. Il coraggio di cui parlo è proprio di tipo emotivo. Bisognerebbe prendere i giovani e, anche attraverso le scelte tecniche, spingerli a giocare. Non come è stato fatto con Camarda, che va a Lecce e non gioca. Altrimenti il risultato inevitabile è che i nostri ragazzi abbiano paura, mentre vedi quelli della Bosnia fare le rabone e giocare spregiudicati“.

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