Il Milan torna alla vittoria in campionato e lo fa con una prestazione convincente. I rossoneri hanno superato il Lecce per 3-0 a San Siro, ritrovando punti e fiducia dopo la sconfitta contro il Benfica in Europa League. Al termine della partita, Ruben Amorim è intervenuto ai microfoni di DAZN per analizzare la prestazione della sua squadra e diversi temi legati al percorso intrapreso dal Milan.
Dalla maggiore libertà concessa ai giocatori alla gestione di Luka Modric, passando per le scelte di formazione e il confronto con Inter e Roma: il tecnico portoghese ha affrontato diversi aspetti del momento rossonero.
Amorim: “Siamo migliorati molto”
Il primo tema affrontato dall’allenatore riguarda la prestazione contro il Lecce. Amorim ha sottolineato soprattutto la maggiore libertà concessa ai propri giocatori, elemento che ha permesso al Milan di essere più imprevedibile e pericoloso.
“Siamo migliorati molto. Penso che la libertà dei giocatori, il movimento e soprattutto gli inserimenti da dietro abbiano fatto la differenza. Non siamo stati solo una squadra che gestisce il pallone, ma anche una squadra pericolosa quando ha spazio per correre, e questo è stato un fattore chiave stasera. Abbiamo controllato la partita, sapendo che l’avversario aspettava un nostro errore, e l’abbiamo gestita molto bene. Abbiamo difeso con solidità e, nel complesso, è stata una bella vittoria”.
Milan, Amorim: “Abbiamo ancora molto da fare”
Il successo contro il Lecce permette al Milan di dare continuità al proprio percorso e di ritrovare fiducia dopo alcune prestazioni complicate. Amorim ha anche commentato il dato relativo ai punti conquistati dopo le prime cinque giornate, ricordando il precedente di Nils Liedholm tra gli allenatori stranieri.
“È una bella curiosità, ma il momento è diverso, è un’epoca nuova. Abbiamo ancora molto da fare, ma stiamo giocando meglio e stiamo migliorando. La cosa più importante, però, è che stiamo imparando. Nelle ultime partite abbiamo avuto qualche difficoltà perché avevamo una struttura davvero troppo rigida nelle posizioni, mentre oggi i giocatori avevano un po’ più di libertà e, con un po’ più di libertà, giocano meglio”.
Il confronto con Inter e Roma
Amorim ha poi parlato della distanza rispetto a Inter e Roma, due squadre che secondo il tecnico hanno avuto più tempo per consolidare i propri meccanismi.
“Credo che siano distanti: se guardi al nostro modo di giocare e agli avversari, e se parli di Roma e Inter, penso che abbiano avuto più tempo come squadra. Si vede che i meccanismi ci sono e sono più chiari rispetto al nostro gruppo, ma non abbiamo perso così tanti punti. Abbiamo lasciato due punti contro la Lazio e a Torino contro la Juventus, quindi non è tutto da buttare. A volte sembra così, specialmente dopo gli ultimi risultati, ma dobbiamo bilanciare le cose. Oggi abbiamo vinto, sapendo però di aver affrontato una buona squadra che sta facendo bene. Ogni avversario è diverso e a volte avremo qualche difficoltà in certe partite: fa parte del processo. Penso che dovremmo avere più punti, perché se vedi come sono andate le gare, contro la Juventus, pur non giocando benissimo, eravamo a trenta secondi dal portare a casa altri due punti, e contro la Lazio, considerando i due tempi, meritavamo qualcosa in più”.
Amorim e la gestione di Modric
Uno dei temi più interessanti riguarda Luka Modric. Il centrocampista croato resta un elemento centrale nelle idee di Amorim, ma il tecnico ha spiegato come il suo utilizzo debba essere legato anche alle caratteristiche della partita.
“È un giocatore che ha bisogno di toccare molto il pallone per darci il meglio di sé, ma è pronto per giocare ogni partita in cui ne abbiamo bisogno: la stazza fisica non conta poi molto. In alcune gare, come nel primo tempo contro la Lazio, se trasformiamo la partita in un continuo botta e risposta di transizioni, non è un buon contesto per Luka, così come non lo è per Jashari. Dobbiamo semplicemente fare il gioco che permette alle nostre caratteristiche di brillare. Quando affrontiamo questo tipo di partite, contro blocchi bassi, possiamo usare molto Modric; per le altre vedremo, ma penso che sia pronto per giocare qualsiasi tipo di gara. È pronto per giocare ogni partita”.
Milan, come cambieranno le scelte di formazione
Amorim ha infine spiegato il criterio con cui sta scegliendo gli uomini da mandare in campo. L’allenatore portoghese ha ribadito di ascoltare i giocatori, ma anche di considerare fondamentale l’osservazione diretta delle partite e delle caratteristiche individuali.
“Penso sia una questione di osservazione delle partite e delle caratteristiche dei singoli. Certamente ascolto i giocatori, ma per un allenatore, specialmente in una grande squadra, è impossibile prendere decisioni solo ascoltandoli. Li vedi, cerchi di capirli, ma ogni giocatore tende a spingere il gioco verso le proprie caratteristiche, e in quel modo costruire un’identità diventa difficile. Quindi la decisione finale è sempre la mia. Quello che ho percepito nelle ultime partite – e che avevo già provato allo stesso modo al Manchester United, motivo per cui non posso commettere di nuovo lo stesso errore – è che a volte non abbiamo le caratteristiche ideali per giocare in un determinato modo. Se non le abbiamo, dobbiamo adattarci un minimo: penso che oggi abbia funzionato, mentre in un’altra gara potremo tornare alla costruzione a tre. La cosa fondamentale è avere diversi modi di giocare, specialmente in Italia, perché qui gli allenatori sono davvero intelligenti: marcano benissimo a uomo e, quando perdono un po’ i punti di riferimento su ciò che vogliamo fare, per loro diventa più difficile. Allo stesso modo, infatti, a volte è difficile anche per me decifrare la mobilità delle altre squadre”.
Milan, una vittoria che cambia il momento
Il 3-0 contro il Lecce rappresenta quindi un risultato importante per il Milan, non soltanto per la classifica ma anche per il percorso di crescita della squadra. Amorim ha evidenziato la maggiore libertà concessa ai giocatori e la possibilità di adattare il sistema alle caratteristiche degli uomini a disposizione.
La strada resta lunga, come sottolineato dallo stesso tecnico, ma la prestazione di San Siro offre al Milan una base positiva da cui ripartire.
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