È partito col botto il nuovo Milan targato Amorim. Nel 2-1 di ieri contro il Torino si sono intravisti i primi sprazzi della filosofia amoriniana: pressing alto, compattezza e controllo del possesso. Il tecnico ha ribadito nel post-gara di ieri che è questo l’atteggiamento che vuole vedere, ma ha anche espresso c’è ancora tanto da lavorare. In primis va migliorata la fase difensiva, in quanto – a detta dello stesso allenatore – i rossoneri hanno sofferto la fisicità negli ultimi 15 minuti di gara. Però è stato un buon esordio. E non era scontato viste le assenze dal primo minuto e i precedenti contro il Toro in trasferta.
La vittoria di ieri sera da parte della squadra di Amorim porta con sé un curioso precedente. Secondo quanto riportato da Milannews, era dal 2009 che un allenatore del Milan non debuttava in campionato con tre punti in trasferta. L’ultimo a riuscirci fu Leonardo, nella stagione in cui i rossoneri si piazzarono al terzo posto della classifica.
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Torino-Milan, la conferenza di Amorim nel post-gara
Le è piaciuto l’atteggiamento della squadra?
“Ogni allenatore ha un’idea di gioco diverso: non ce n’è una giusta o sbagliata, c’è la vittoria o l anon vittoria. Noi vogliamo controllare il pallone. Lo abbiamo fatto bene nel primo tempo. Poi dobbiamo farlo meglio, dobbiamo uccidere la partita. Siamo arrivati a questa partita senza fare chissà quante partite o con tanti giocatori con pochi minuti. Rabiot è arrivato da poco, Modric non è nelle migliori condizioni. Ci sta aver fatto 75 minuti alla grande alla prima partita della stagione”.
Diego Moreira su quale fascia lo vede? È soddisfatto della prima prova difensiva di Chukwueze?
“Moreira può giocare da quinto sia a destra che a sinistra, forse giocherà più a destra. In un grande club devi avere due grandi giocatori in una posizione. Moreira e Chukwueze hanno caratteristiche importanti, difficili da trovare in un solo calciatore. Certo, in una formazione, se giochi con un esterno con delle caratteristiche, l’opposto ne deve avere altre. Saelemaekers vuole entrare dentro al campo, ha un gioco diverso. Giocheranno anche insieme e lotteranno per il ruolo”.
C’è qualcosa che non ti è piaciuto?
“Non lo dirò. Non voglio essere cattivo con i miei giocatori. Mi è piaciuta la gara fino al 75′, ma è stata colpa mia più che loro. Se guardo la squadra, penso che abbiamo il potenziale per fare meglio. Mi sono piaciuti i giocatori oggi”.
Cissè?
“È un ragazzo intelligente. Ha fatto bene oggi, ma dobbiamo essere attenti. Giocherà e non giocherà, bisogna bilanciare tutto. Conoscete Milano meglio di me… Ha molto da fare. Giocare per il Milan è molto difficile. Per lottare per i titoli, c’è pressione. Lui, Camarda, Comotto, Vladimirov, cercheremo di aiutare i ragazzi a crescere”.
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