Dal suo approdo a Milano, fino ad oggi, si può dire che Christian Pulisic stia vivendo uno dei suoi momenti migliori della carriera, il suo “prime”. Ebbene si, perché l’americano, dopo aver incantato gli occhi di mezza Europa con la maglia del Dortmund, si trasferì al Chelsea, dove però non riuscì mai a replicare ciò che mostrò in Germania, fino a finire ai margini del progetto Blues. Da qui la storia la sappiamo tutti, il passaggio al Milan e un ritorno al vecchio Christian, tanto da conquistare il cuore di tutti i tifosi rossoneri, ma soprattutto la fascia della nazionale americana.
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In merito alle prestazioni di “Captain America”, si è espresso il collega, Fabrizio Biasin, parlando dell’americano nel corso del suo editoriale odierno pubblicato su TMW. Queste le sue parole: “Pulisic viene trattato come un mezzo miracolato. “Segna ma…”, “è forte ma…” e “non giocherebbe titolare nelle grandi squadre…”. Balle. Pulisic è molto più che “bravino” e paga solo un limite fatale nell’era moderna: il non essere volutamente personaggio (che poi è un pregio). Beato chi ce l’ha!”. Di fatti, il numero 11 rossonero, troppo spesso viene sottovalutato dagli addetti ai lavori, anche se poi i numeri non tradiscono: 1 gol ogni 74 minuti di gioco, meglio anche di Haaland e Mbappè.

E sul campionato…
Durante il suo editoriale, non sono mancati poi riferimenti alla situazione attuale in campionato, anche delle concorrenti come Inter, Juventus e Napoli. Le sue parole: “Meno male che esistono Conte, Chivu e Allegri che si punzecchiano. Il calcio italiano è anche questa cosa qua. E lo fanno perché sanno perfettamente che in Italia, gli equilibri, si spostano minimamente anche fuori dal campo e figuriamoci se la lotta è punto a punto. Chi dice “Che volgarità, che tristezza, che pochezza” lo fa per auto-celebrarsi e finge di non capire in che mondo si trova.“
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