Il Milan manca per la seconda stagione consecutiva l’accesso alla Champions League, arrivando quinto e qualificandosi all’Europa League. La debacle di San Siro contro il Cagliari, oltre a segnare uno dei punti più bassi e meno nobili della storia del club rossonero dell’epoca recente, sancisce anche il termine corsa di molte esperienze in rossonero. Difatti, Cardinale ha licenziato in tronco Allegri, Furlani, Moncada e Tare, lasciando sguarnite di fatto tutte le posizioni dirigenziali, oltre alla panchina.
In questi giorni dunque, la palla è in mano ad Ibrahimovic e allo stesso patron Cardinale. I due però, nonostante la collaborazione perpetua e il fondo RedBird che li unisce, sembrerebbe che stiano remando in direzioni diverse, con idee e nomi contrastanti ed in opposizione per la ricostruzione dell’organigramma sportivo. Sul momento rossonero e sugli ultimi sviluppi, si è soffermato il noto giornalista di fede interista Fabrizio Biasin sulle frequenze di Top Calcio 24 – È sempre derby.

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Queste le parole di Fabrizio Biasin:
“Per me il problema non è tanto l’allenatore che vai a scegliere. Il curriculum di Glasner è un buon curriculum. Mi sembra un allenatore in rampa di lancio, uno che ha le idee anche abbastanza chiare. È tutto il resto che preoccupa. Una settimana fa nella famosa riunione con i pochi eletti Cardinale esce dicendo che vogliono puntare su un “allenatore alla Fabregas”, lo individua in Iraola e poi piano piano escono altri 50 nomi. Oggi quello più in voga è questo qui, che è ottimo. Non è non è un cattivo allenatore Glasner, ma il problema non è l’allenatore, il problema è la missione che ha il Milan per la prossima stagione e secondo me non ce l’hanno ancora chiara neanche loro. Qual è la missione? Non si capisce“.
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