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Boban sul Milan: “Dubito che andrà fino in fondo in Europa League. Difesa a 3? È illogica…”

Prosegue la lunga sosta per le Nazionali, la prima di questa stagione. La Nazionale Italiana, dopo un brutto esordio in Nations League e la sconfitta per 0-2 contro il Belgio, ha rialzato la testa con una convincente vittoria contro la Turchia di Vincenzo Montella. Il successivo pareggio contro la Francia dà speranza ancora di qualificazione agli ottavi, che sarà indirizzata pesantemente dal match di stasera, nuovamente contro la Turchia.

Al termine della presente sosta, la Serie A ricomincerà dalla sesta giornata, con il Milan che affronterà il Sassuolo a Reggio Emilia. L’obiettivo dei rossoneri è dare continuità al buon lavoro svolto nelle prime cinque partite: nessuna sconfitta e primo posto a soli due punti di distanza. Nonostante ciò, l’ex Milan Zvonimir Boban, ha mostrato poco convincimento su alcune tematiche inerenti al Milan: dal sistema di gioco agli obiettivi del club.

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Ruben Amorim

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Di seguito, le parole di Zvonimir Boban a Rai Radio 1:

“Non ho capito cosa avrei detto di così speciale sul Milan al Festival di Trento. Ho detto che il Milan dovrebbe ambire a vincere, eppure leggo di “veleno di Boban”. Non capisco quanto sia cambiata l’idea di cosa dovrebbero essere il Milan e i suoi tifosi: non possiamo essere mediocri. Se si accetta che l’ambizione massima sia ogni anno la qualificazione in Champions, allora non ho capito nulla di quello che mi hanno insegnato in Italia e di ciò che mi ha trasmesso mio padre guardando Rivera e sperando che io un giorno potessi ripetere da calciatore ciò che faceva lui.

Il gioco della squadra? Per adesso tiene duro, anche se il gioco non sembra promettere grandi cose. Questo sistema 3-5-2, che diventa un 5-2-3 o un 3-4-3, alla fine si trasforma in una difesa a cinque con i giocatori sulle fasce che si massacrano: è un po’ illogico. Se Amorim riuscirà, con il buon spirito che ha portato, ad andare fino in fondo in Europa League pur con una rosa non profonda, saremo tutti felici. Io ne dubito, come ne dubita gran parte dell’Italia calcistica che analizza la situazione con più profondità e qualità.

Amorim? È ancora presto. Come ho detto, non amo il gioco a tre dietro: le corse diventano lunghe e faticose, le distanze si spaccano e i collegamenti diventano difficili da mantenere nei 90 minuti. Serve grande capacità nei cambi per mantenere la qualità sui fluidificanti, sui terzini e a centrocampo. Col Lecce è andata meglio rispetto alle partite in cui il Milan ha subito tanto, ma siamo solo all’inizio del processo. Deve convincere con i risultati tutti noi, ed è normale che gli serva continuità e tempo per lavorare“.

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