Nei giorni scorsi si è innalzato un grande polvere riguardante Bologna-Milan, match che si sarebbe dovuto disputare questo pomeriggio. Nella giornata di giovedì, il sindaco di Bologna ha emanato un’ordinanza nella quale vietava di far disputare la partita, a causa del maltempo che ha colpito l’Emilia-Romagna. La scelta ha fatto storcere il naso a molti, tra cui il presidente rossonero Paolo Scaroni: “La partita è rinviata. Una decisione incomprensibile, il Sindaco Lepore ha vietato la partita a porte chiuse. Non ho capito il perché ma di fronte all’ordinanza del Sindaco abbassiamo la testa”.
I rossoneri, nel corso di queste giornate, ha lottato per scendere regolarmente in campo, cercando differenti soluzioni al problema come: far giocare l’incontro a porte chiuse oppure su campo neutro. Gli stadi in cima alla lista erano Stadio Giuseppe Sinigaglia del Como e Stadio Marcantonio Bentegodi del Verona. Entrambe però sono state risoluzioni non percorribili per problematiche, rispettivamente, metereologiche, tempistiche e burocratiche.
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Con tale decisione Paulo Fonseca sarà costretto a privarsi dei due pilastri della squadra, Theo Hernandez e Tijjani Reijnders, per il big match contro il Napoli, che a causa del rinvio della partita al Dall’Ara dovranno scontare la squalifica contro la rosa di Antonio Conte.
Ieri pomeriggio è stata effettuata una riunione in Lega per prendere una decisione definitiva sulla vicenda, nella quale la maggioranza a votato per il rinvio. Nell’edizione odierna La Repubblica ha sganciato un bomba secondo il quale un presidente di Serie A avrebbe fatto campagna per non far giocare le due squadre. Di chi si tratta? Claudio Lotito, presidente della Lazio: “C’è chi, come Lotito, storico alleato di De Laurentiis, faceva campagna per il rinvio”.
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