Roma-Milan si è conclusa con un pareggio folle. 93′ di battaglia, grinta e sudore. Tanto equilibrio, ritmi alternati, molte pause di gioco e poca brillantezza. La squadra di Mourinho ha impostato una partita difensiva, pronta a ripartire sfruttando le incertezze rossonere. Il vantaggio di Tammy Abraham è scaturito proprio da un’azione del genere. Palla recuperata a centrocampo, contropiede con passaggio sulla fascia e cross per l’attaccante inglese. Fortunatamente, tre giri di orologio più tardi, Saelemaekers ha rimesso in ordine i conti, pareggiando con un piattone a tu per tu con Rui Patricio su assist al bacio di Leao.
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C’è un episodio, tuttavia, che è rimasto impresso nella testa dei tifosi del Diavolo che ha per protagonista proprio l’esterno belga. Al 71′, infatti, il centrocampista del Milan è vittima di un brutto fallo da parte di Roger Ibañez. Il difensore della Roma entra a gamba tesa sulla caviglia del calciatore rossonero, in ritardo e in maniera scomposta, rischiando di fare seriamente male all’avversario. Orsato lo ammonisce, giudicando da giallo l’intervento. La realtà, però, è ben diversa. Il fallo di Ibañez andava sanzionato con la massima punizione.
Il regolamento, a ragion veduta, parla chiaro. L’espulsione è automatica quando il fallo è reputato grave, come nei seguenti casi:
- “Un tackle o un contrasto che mette in pericolo l’incolumità di un avversario o commesso con vigoria sproporzionata o brutalità deve essere sanzionato come grave fallo di gioco”.
- “Qualsiasi calciatore che, in un contrasto per il possesso del pallone, colpisca un avversario da davanti, di lato o da dietro, utilizzando una o entrambe le gambe, con vigoria sproporzionata o che metta in pericolo l’incolumità di un avversario, si rende colpevole di un grave fallo di gioco”.

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