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Bufera Inter, possibili rapporti tra Curva Nord e ‘Ndrangheta: ascoltati due dirigenti

Ha del clamoroso quanto oggi dal Fatto Quotidiano circa dei possibili rapporti tra la Curva Nord dei tifosi dell’Inter e la ‘Ndrangheta.

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Il noto giornale svela che due dirigenti dell’Inter sono stati convocati dalla Commissione consiliare antimafia del Comune di Milano per parlare di questi contatti. A rappresentare il club sarebbero stati l’avvocato Adriano Raffaelli e il Senior security manager Gianluca Cameruccio, i quali hanno dovuto dare spiegazioni circa l’uccisione di Dede Belardinelli, il tifoso ucciso nella sfida di qualche anno fa tra Inter e Napoli nel boxing day e anche di Vittorio Boiocchi, ucciso a poche ore dal fischio d’inizio di Inter-Sampdoria nell’ottobre del 2022.

milan inter
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Nel mirino anche i rapporti dell’attuale capo della curva nerazzurra, Marco Ferdico, con Antonio Bellocco, già condannato per mafia, e erede designato di una dinastia mafiosa di eccellenza, quella dei Bellocco di Rosarno.

Nel 2016 quando a Milano, lo stesso Ferdico, è coinvolto nell’inchiesta Dexter condotta dal pm Marcello Musso. C’è di tutto in quel fascicolo: una donna legata a un ex della banda Vallanzasca, famiglie italiane di trafficanti, fornitori albanesi e lui, Marco Ferdico, colpito da ordinanza e arrestato.

Come vuole muoversi l’Anticrimine

L’Anticrimine sarebbe pronta a proporre al Questore l’emissione di un daspo per il capo della Curva Nord, perché presente agli scontri del dopo Inter-Juve del 4 febbraio. Quella sera, infatti, oltre cento incappucciati diedero l’assalto ai pullman dei tifosi bianconeri scontrandosi poi con le forze dell’ordine e ferendo alcuni agenti. Vicenda per la quale hanno emesso già decine di Daspo e due fermi.

La Commissione antimafia milanese starebbe cercando di fare luce anche su situazioni satelliti come Mi-Stadio, la società a metà tra Milan e Inter che ha la concessione comunale su tutta l’area attorno al Meazza, nonché paninari, parcheggi che potrebbero essere coinvolti in questi affari, tenendo conto che la Mi-Stadio ha stretto affari con Boiocchi e Calabrò, boss della mafia milanese.

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