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Cagliari–Roma, insulti a Hermoso: perché la prova tv non può essere applicata

Durante la partita di ieri tra Cagliari e Roma, terminata 1-0 per i sardi grazie al gol del subentrato Gaetano e all’espulsione di Celik nei primi minuti della ripresa, è andato in scena un episodio molto sgradevole che ha coinvolto il difensore giallorosso Mario Hermoso.

Al minuto 78, dopo uno scambio di parole ravvicinato con il centrocampista rossoblù Folorunsho, il giocatore del Cagliari ha iniziato a rivolgere al difensore della Roma una serie di insulti pesanti nei confronti della madre di Hermoso, tra cui frasi come:

  • Deve morire
  • Tua madre fa i b…, quella p… di tua madre”

L’episodio è durato più di dieci secondi ed è stato ripreso dalle telecamere, rendendo chiara la gravità dei fatti.

Prova tv impossibile da applicare

Nonostante l’evidenza dell’accaduto, la prova tv non potrà essere utilizzata per sanzionare il giocatore del Cagliari. Secondo quanto previsto dal Codice di Giustizia Sportiva, articolo 61, comma 3, la prova tv può essere impiegata solo per fatti di condotta violenta o gravemente antisportiva o per espressioni blasfeme non visti dall’arbitro o dal Var, ossia quando l’arbitro non ha avuto modo di intervenire durante il match.

Nel caso di Folorunsho, invece, l’arbitro ha assistito direttamente allo scambio di insulti, escludendo quindi la possibilità di ricorrere al supporto televisivo per una sanzione retroattiva.

Reazioni e polemiche

L’episodio ha scatenato proteste tra tifosi e addetti ai lavori, che hanno denunciato la gravità delle offese e la difficoltà di intervenire con strumenti disciplinari tradizionali in questi casi. La vicenda riaccende il dibattito sull’uso della tecnologia e della prova tv nel calcio italiano, soprattutto per quanto riguarda insulti e comportamenti verbali offensivi.

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