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Calabria: “Siamo delusi dal risultato. Ecco cosa serve migliorare”

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Il capitano del Milan, Davide Calabria, è intervenuto ai microfoni di alcuni giornalisti nella mixed zone di San Siro al termine del match contro il Liverpool, terminato 3-1 per gli ospiti. Queste le sue parole:

“Dal punto di vista del risultato, siamo delusi. C’è poco da dire. Non era la partita che volevamo fare. Siamo partiti dal primo minuto anche bene con quello che abbiamo preparato, con energia, cattiveria e la giusta grinta. Purtroppo poi, nell’andare avanti della partita, nei calci piazzati dove abbiamo subito tanto con i loro due centrali hanno fisicità diversa dalla nostra. Dovevamo essere più scaltri, più furbi. Penso che poi dobbiamo essere più pronti a tornare su questa partita che nel tempo è andata a peggiorare”.

Adesso che cosa si deve fare? “Dobbiamo pensare a noi, dobbiamo pensare a lavorare. Bisogna mettere energie fisiche e mentali. Capiamo il momento che può essere difficile, che i tifosi possono essere arrabbiati, dobbiamo essere consapevoli di questo. Dobbiamo pensare a lavorare, pensare a far bene, pensare a migliorare dove è mancato il gioco come oggi. Dovevamo far meglio e non l’abbiamo fatto, e rimboccarci le maniche”.

La settimana finisce con un derby che negli anni è diventato un incubo: “Sì, adesso non è il momento di paura di un derby. È un’altra partita. È una partita come le altre, ma sicuramente vale di più anche dal punto di vista della città, da quello che porta una partita come il derby. Non possiamo avere paura, non dobbiamo avere paura. Dobbiamo giocare come facciamo sempre, ma con la consapevolezza che sarà una partita ancora più importante”.

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I tifosi hanno contestato e non sono soddisfatti. Eravate partiti bene, ma poi la squadra è sembrata disunita: “Sì, dobbiamo riuscire a portare avanti un lavoro in continuità con le partite e nel susseguirsi delle partite. Siamo partiti bene, non riuscivamo a giocare. Abbiamo trovato gli spazi giusti, riusciamo a creare le azioni pericolose, siamo andati in vantaggio subito con la giusta personalità, perché era quello che volevamo. Sappiamo che in Champions i primi minuti sono fondamentali perché partono tutti forte. Dobbiamo essere sempre come siamo partiti oggi, ma dobbiamo poi portarla avanti nei 90 minuti. Ci siamo un po’ allungati, ci siamo un po’ presi meno responsabilità, ci siamo distanziati in campo. Non è quello che volevamo perché poi vai ad aggiungere difficoltà a una partita già difficile. Loro sono una grande squadra, ma dobbiamo essere consapevoli che non siamo da meno”.

Intravedi una via d’uscita in questo momento: “Non mi piace mai perdere, non lo accetterò mai sinceramente come giocatore, come capitano, ma come giocatore del Milan. Che sia oggi, che sia un’altra partita, è una cosa che non ci deve andar bene minimamente. Non ci va bene, sono sicuro di questo, sono sicuro che nessuno in squadra adesso è contento. Non pensi a essere minimamente soddisfatto di una prestazione così. Sono sicuro di questo, non ho alcun dubbio.

Dobbiamo essere consapevoli, come ho detto, che c’è un clima teso sì, lo sappiamo. L’unica soluzione – prosegue Calabria – è lavorare di più ed essere consapevoli di quello che dobbiamo fare. Dei dettagli che continuiamo a parlare, dobbiamo metterli in pratica perché le qualità ci sono, lo sappiamo tutti, siamo una squadra forte, ma dobbiamo anche reagire adesso dal punto di vista sia mentale che fisico, e in campo perché quello che conta è il risultato”.

In questo avvio del campionato, può aver influito il mercato che ha portato tardi i giocatori come Fofana? “Sappiamo tutti che ci vuole tempo, ma il tempo non c’è. Nel calcio di oggi non c’è tempo di preparare. Ci sono stati tanti cambi dall’anno scorso a quest’anno, sia di giocatori sia di guida tecnica. I cambi ci sono e ci sono stati, lo sappiamo, ma credo che ci sono anche le qualità per sopperire anche al tempo. Sicuramente possiamo migliorare, dobbiamo ancora migliorare. Qualcuno ha detto che abbiamo fatto una preparazione un po’ così così e poi cacciato qualche calciatore importante ma, come ho detto prima, l’unica soluzione è rimboccarsi le maniche, lavorare di più, essere sul pezzo perché non ci sono altre vie”.

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