Camarda è sulla bocca di tutti, dopo il quasi gol all’esordio in Champions League, le aspettative su di lui non si sono certo calmate. È stato intervistato ai microfoni di gianlucadimarzio.com il primo allenatore del baby-campione milanista che ai tempi giocava all’Afforese, queste le sue parole:
“Aveva 5 anni la prima volta che entrò nel nostro centro sportivo. Venne da noi perché c’era anche il cugino Christian. Segnava 7/8 reti a partita. Le soluzioni per fermarlo erano due: o sostituirlo o metterlo in porta. Queste 2 opzione le viveva male però. Quando faceva il portiere e vedeva i suoi compagni in difficoltà, usciva palla al piede dalla sua porta e andava a segnare. Era determinato, sapeva già quello che voleva. A fine allenamento si fermava da solo a provare dribbling e tiri. Aveva solo 5 anni. Odiava perdere.
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“Fisicamente e tecnicamente era più avanti degli altri. Aveva già il senso dello spazio e del tempo. A quell’età di solito si fatica a fare due palleggi, lui invece si alzava la palla e si coordinava perfettamente per fare una rovesciata. Ricordo ancora la prima che fece in allenamento, incredibile. Il Milan fu il primo a seguirlo. Poi arrivò anche l’Inter. Lui però è milanista dalla nascita, un vero tifoso, e ha scelto il Milan. Qualche allenamento per ambientarsi e poi il passaggio definitivo. Da lì è iniziato tutto“.
Camarda ha dunque praticamente passato tutta la propria vita in rossonero, ma con una pausa di un mese:
“Una volta il suo istruttore al Milan lo rimproverò perché lo vide distratto: “Se fai così torna all’Afforese”. Lui rispose “Va bene”. “Restò con noi qualche settimana, poi riprese ad allenarsi con il Milan. Che personalità”.
Per Camarda furono fondamentali i suoi genitori, che il primo allenatore del rossonero definisce con i piedi per terra. L’ex tecnico dell’italiano ha inoltre dichiarato di sentirsi ancora con l’attaccante milanista, ma di non averli scritto dopo l’esordio in Champions League. L’allenatore ha però detto che il suo messaggio sarà uno dei prossimi che riceverà, e che gli scriverà: ““Continua a sognare”.
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