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Capello avverte il Milan: “I tifosi sono preoccupati, una terza stagione negativa sarebbe pesantissima”

Capello

L’ex allenatore del Milan Fabio Capello ha analizzato il delicato momento vissuto dal club rossonero in un’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, soffermandosi sulle preoccupazioni della tifoseria e sulle incertezze che ancora circondano il futuro della società.

Capello comprende perfettamente il malumore dell’ambiente milanista dopo le difficoltà degli ultimi anni e non nasconde i rischi di una nuova stagione al di sotto delle aspettative. «È normale che i tifosi siano preoccupati dopo due anni senza riuscire a qualificarsi per la Champions League», ha spiegato l’ex tecnico. «E non oso immaginare quale potrebbe essere la reazione del popolo rossonero di fronte a una terza stagione deludente consecutiva».

L’attenzione si è poi spostata sulla situazione dirigenziale del club, che a inizio giugno non ha ancora definito alcune delle figure chiave per il prossimo ciclo sportivo. «Vedere il Milan il 1° giugno senza amministratore delegato, direttore sportivo e allenatore fa sicuramente effetto. Cardinale ha deciso di azzerare tutto e adesso deve muoversi rapidamente per individuare i sostituti. Mi sembra che la proprietà stia valutando soprattutto profili stranieri e, da italiano, ammetto che questa scelta mi lascia qualche perplessità».

E su Rangnick…

Tra i nomi accostati al Milan nelle ultime settimane c’è anche quello di Ralf Rangnick, figura che continua a essere indicata come uno dei candidati per un ruolo di primo piano nell’area sportiva rossonera.

Capello riconosce il valore del dirigente tedesco e i risultati ottenuti nel corso della sua carriera, ma evidenzia alcuni interrogativi legati alla possibile applicazione del suo modello organizzativo nel calcio italiano.

«Non lo conosco personalmente, ma conosco bene il suo percorso. A Salisburgo e Lipsia ha costruito progetti importanti praticamente dal nulla. Il Milan, però, rappresenta una realtà completamente diversa».

L’ex allenatore si è mostrato inoltre scettico riguardo a una struttura organizzativa che attribuisca un ruolo centrale a un supervisore sportivo, limitando il peso decisionale dell’allenatore.

«Faccio fatica a immaginare in Italia un modello in cui il tecnico si occupi soltanto di allenare mentre tutto il resto venga gestito da una figura superiore, per quanto competente possa essere. Inoltre, resta da capire come potrebbe occuparsi della costruzione della squadra mentre è impegnato in un Mondiale con la nazionale austriaca».

Le dichiarazioni di Capello fotografano un clima di forte attesa attorno al Milan, chiamato nelle prossime settimane a definire rapidamente la propria struttura dirigenziale e tecnica. Scelte che, secondo l’ex allenatore rossonero, saranno decisive per evitare che le difficoltà degli ultimi anni si trasformino in una crisi ancora più profonda.

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