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Capello critica Leao: “Si accontenta troppo! Sui rigori vi dico che…”

capello

Il momento no del Milan è ormai sotto gli occhi di tutti. Sul banco degli imputati non è finito solo il tecnico Fonseca, colpevole di aver trovato il modulo giusto per far girare bene la squadra in campo e averlo cambiato in una trasferta delicata come quella di Firenze. Sotto la lente d’ingrandimento sono finiti anche molti dei giocatori, in particolare quelli capaci di cambiare le sorti della partita con una sola giocata come Theo e Leao.

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Sul terzino francese si è creato anche un turbine mediatico soprattutto dopo la scenata che ha portato al rosso dopo il fischio finale di Fiorentina-Milan e il caso rinnovo di contratto. Per quanto riguarda l’esterno portoghese, invece, le critiche arrivano niente che di meno da uno che la storia del Milan l’ha scritta, Fabio Capello.

Durante il Festival dello sport organizzato dalla Gazzetta a Trento, l’ex allenatore rossonero ha criticato aspramente il numero 10 del Milan. Al centro della critica il suo comportamento in campo. Oltre a questo Capello ha aggiunto anche un aneddoto interessante su come gestiva lui la scelta del rigorista quando allenava.

Ecco le sue parole: “Prima di ogni partita c’era la riunione finale per ricordarsi cosa fare in campo. Tutte le marcature, chi tirava i rigori. Allora si sapeva chi tirava i rigori, e quello che veniva scelto calciava, non c’erano colpi di fantasia. Forse erano un po’ indisciplinati nello spogliatoio, ma non lo erano in campo, lavoravano con grande attenzione. Gli allenatori stranieri che venivano a vederci in allenamento rimanevano meravigliati per la voglia di lavorare che avevano. È stata la loro forza, la loro bravura. Prima Florin (Raducioiu, ndr) mi si è avvicinato e mi ha detto: ‘ho capito che potevo dare di più’. È una bella lezione, era bravo ma si accontentava un po’. Adesso vediamo giocatori in campo che non danno tanto, che si accontentano. Un esempio? Uno comincia con la L.“.

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