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Capello analizza Leao: “C’è un aspetto tecnico che deve migliorare!”

Capello

Quando parla non è mai banale! Fabio Capello ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport in cui ha analizzato questi primi giorni di Milan. Il focus principale è andato su Rafael Leao e sul rapporto che potrebbe avere con Massimiliano Allegri. L’ex tecnico ha anche dispensato un paio di ottimi consigli. Ecco le sue parole.

Su Leao e i suoi 26 anni: “Per un atleta è l’età della maturità: o ci sei o non ci sei. Ma, nel suo caso, è soprattutto l’età della continuità. Da uno come lui è lecito attendersi un rendimento di alto livello, però con costanza. Allegri deve riuscire a tirargliela fuori. Intanto, lo farei lavorare molto sulle conclusioni, tante volte arriva a tirare ma poi sbaglia. Esercizi specifici per tirare da varie posizioni, insomma. Bisogna fare come facevo io con Ibra, quando finiva l’allenamento… E poi deve migliorare nella posizione passiva quando gli altri hanno palla. Ma il salto di qualità deve trovarlo essenzialmente dentro di sé”.

Sulla gestione di Rafa da parte di Conceiçao e Fonseca: “Mettere in castigo un giocatore per me è una cosa da bambini. In teoria dovrebbe servire a dimostrare che con te non si scherza, ma se decidi di porti in questo modo, significa che manchi di leadership. Io credo che questo tipo di dinamiche vadano risolte nello spogliatoio. E comunque di base un allenatore deve mettere in campo i migliori”.

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Su Leao vice-capitano: “Il capitano, e quindi anche il suo vice, deve essere tale per ciò che fa durante la partita, non serve solo a scambiarsi il gagliardetto. La fascia non deve arrivare per questioni di anzianità, ma ai giocatori in grado di trasmettere ai compagni il senso del lavoro lungo la settimana”.

Sulla sua fase difensiva: “Nel Psg mi pare che gli attaccanti corrano in avanti e all’indietro, e mi pare anche che non ci sia bisogno di chiederglielo. È lui che deve sentire dentro il fatto di aiutare i compagni”.

Sul suo ruolo centrale nel Milan: “Il Milan lo conosce, lì è di casa, sa di essere apprezzato, per lui è un impegno quasi doveroso”.

Sulla fine della Theao: “Sì, un peccato. È stata la corsia mancina più bella d’Europa, molto in termini di corsa, meno con la testa. Hernandez purtroppo a un certo punto ha mollato”.

Sulla miglior collocazione tattica per Leao: “Io lo lascio esterno tutta la vita, è quella la sua posizione, che peraltro fa bilanciare tutta la squadra”.

Sull’importanza di Allegri per rilanciare Leao: “Max crede molto in Rafa, perché crede nei giocatori di qualità. Ora gli sta grattando la pancia, bisogna poi vedere dopo…”.

Leao
Rafael Leao

Su Gimenez: “Il messicano aveva fatto vedere cose importanti, è giusto tenerlo. Diamogli tempo”.

Su come potrebbe essere valorizzato Gimenez: “Un attaccante d’area, come dice Tare. Ma bisogna trovarlo come si deve: c’è sempre il discorso del peso della maglia da tenere in considerazione”.

Su cosa apprezza di Gimenez: “Come si muove. Fin qui è stato troppo timido”.

Sulla conferenza di presentazione di Allegri: “È l’atteggiamento che mi aspettavo da lui, ma deve stare attento perché ha tolto tutta la pressione ai giocatori. È un grande pericolo, perché il suo è un ombrello grande, quindi dovrà responsabilizzare per bene la squadra, entrarle nella testa”.

Sul concetto di stabilità difensiva: “È diffusa ormai una certa stupidità che impera col guardiolismo, e che ha coinvolto tutti. Consiglierei a tutti gli allenatori di guardarsi molto attentamente Psg-Bayern: guardino come si gioca a calcio, senza dare continuamente palla al portiere, giocando in avanti, in verticale, con tanti cambi di campo. È una lezione che sembra uscita da Coverciano. E se la guardino anche gli arbitri: il calcio è agonismo, è pressione, il gioco deve scorrere e non essere interrotto continuamente. È la più bella partita che ho visto da anni”.

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