Il momento del calcio italiano è delicato, a tutte le latituidini. La Nazionale, con lo spettro della terza edizioni dei mondiali vista da casa consecutiva, è il simbolo dei tanti problemi che affliggono il football tricolore. Una crisi che riguarda anche grandi squadre come il Milan, come analizzato da Fabio Capello a Sky Sport.
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“È un momento molto difficile per il calcio italiano. Oggi ne parlavo anche con Gravina: nella fase finale della Youth League sono state eliminate tre squadre su quattro e questo significa che non stiamo facendo crescere grandi talenti, ed è una cosa che mi preoccupa molto. Abbiamo sbagliato tutto nella crescita dei giovani, perché abbiamo pensato più alla tattica che alla tecnica: a 12-13 anni insegnano schemi invece di insegnare a palleggiare, a capire cosa fare con il pallone tra i piedi, e questi sono i risultati. Quando trovavamo un ragazzo che dribblava gli dicevamo di passarla subito, mentre invece andrebbero lasciati liberi di dribblare, di esprimersi“.
Capello ha poi concluso:
“È una mentalità che nel tempo ha soffocato il talento naturale. La carenza di giocatori italiani nel nostro campionato è incredibile: quando penso che nel Milan giochi uno, a volte due italiani, c’è davvero da preoccuparsi. Alla Juventus ce ne sono pochi, e così un po’ ovunque”.
In questo contesto si inserisce il momento delicato della stagione rossonera. Dopo il pareggio amaro contro il Sassuolo e la sconfitta in Supercoppa contro il Napoli, la squadra di Massimiliano Allegri è chiamata a reagire subito. La sfida di domani rappresenta uno snodo fondamentale per capire le reali ambizioni rossonere. Quarto posto, Europa o titolo? Con diverse assenze, il Diavolo è chiamato a stringere i denti, affrontando una squadra ostica come il Verona di Zanetti.
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