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Capello severo sull’Italia: “Dopo tre fallimenti questo è il minimo!”

La disfatta dell’Italia, la terza consecutiva, ha alzato un polverone gigantesco sul sistema del calcio italiano. Sembra quasi che grazie a questa non partecipazione ai Mondiali, il tifoso medio si sia reso conto che nel nostro paese c’è più di qualcosa che non va. Giovani talenti mandati all’esterno, strutture e stadi fatiscenti, club nelle serie minori che non sanno se riusciranno a sopravvivere nella prossima stagione. Questi sono solo alcuni dei problemi del calcio in Italia e che adesso bisogna necessariamente risolvere.

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Intervistato a Sky Sport 24, l’ex allenatore ed ora opinionista, Fabio Capello, ha criticato in maniera molto dura il lavoro svolto fino ad oggi dai vertici della Nazionale Italiana. Queste le sue parole:
“Gravina? Fu eletto col 98%. Aveva tutti dalla sua parte. Ritengo che abbia avuto il coraggio di dimettersi perché dopo tre fallimenti è il minimo che dovesse fare. Coloro che l’avevano eletto pensavano di dargli ancora fiducia ma credo sia giusto avere qualcosa di diverso”

Su Buffon: “E’ uno diretto, ci ha messo la faccia, non fa le finte: non ha avuto successo e ha ritenuto giusto dare le dimissioni. Anche lui va rispettato

Sul prossimo presidente: “Una figura interessante sarebbe Malagò, ha fatto molto bene al Coni: ha una bella esperienza negli sport. Io lo conosco ed è affidabile. Abete entrerebbe in un posto che già conosce e sarebbe un ritorno: dipenderà da cosa vogliono le varie componenti

Sul prossimo ct dell’Italia: “Io non penso ai nomi usciti: aspetterei con Gattuso per le prossime due partite. Lui ha preso la squadra dopo Spalletti ed è riuscito a dare carattere e determinazione, purtroppo abbiamo pagato un errore elementare di un giocatore, è triste dirlo: probabilmente l’avremmo portata a casa. Aspetterei prima di prendere decisioni: di certi nomi bisogna anche ricordarsi come hanno lasciato il campo, bisogna fare valutazioni

Cosa manca al calcio: “E’ un discorso lunghissimo. Abbiamo commesso grandissimi errori e dato importanza alla tattica. I ragazzi di 12 anni alzano il braccio per lo schema, l’allenatore andrebbe mandato via subito. Ci vorranno dieci anni per vedere giovani veri che sanno fare qualcosa. La verità è che i giocatori devono divertirsi col pallone e oggi si divertono poco. E anche i genitori pensano tutti di avere fenomeni e non si comportano correttamente. Io ho visto cosa fanno in Spagna: la tecnica prima di tutto. Abbiamo esagerato col possesso senza essere pericolosi. Ci vuole l’umiltà di capire che giocatori hai e che gioco devi fare

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