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Cardinale assente alla festa per i 125 anni, ma una presenza inattesa ha sorpreso tutti

Cerimonia 125 Milan

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Quella per i 125 anni, non verrà ricordata come la festa più sentita e meglio riuscita della storia dell’AC Milan. Troppi i problemi dentro e fuori dal campo che hanno impedito delle tranquille celebrazioni per quello che rimane comunque un traguardo importante per il club. Il pareggio con il Genoa non ha certo rasserenato l’ambiente. Al termine della gara di domenica sera contro il Grifone, è ufficialmente partita anche la contestazione da parte del tifo organizzato. Coadiuvata da una pioggia assordante di fischi proveniente dagli altri settori dello stadio. L’ambiente ha raggiunto un livello di saturazione non più sostenibile, troppo pesante l’ottavo posto a metà dicembre.

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La contestazione prosegue dopo Milan-Genoa

Nella serata di ieri, in occasione dell’evento privato per i 125 anni, riservato a squadra, famiglie, società e dipendenti, la parte più calda del tifo milanista, Curva Sud e AICM, ha deciso di proseguire la contestazione, posizionandosi fuori dall’Armani Silos, il luogo dove si sarebbe poi svolta la serata. Ancora una volta sono stati ribaditi alcuni concetti come l’ormai celebre “Noi non siamo americani” e il classico “Questa società non ci merita”.  L’obiettivo era mandare un messaggio all’intera società e al gruppo squadra e non ai singoli, anche se non tutti i giocatori sono stati accolti allo stesso modo.

Al momento dell’arrivo di Fonseca non si è registrata nessuna reazione, per l’allenatore solo la più totale indifferenza. I dirigenti hanno preferito una via alternativa, accedendo alla festa tramite un’entrata secondaria ed evitando di passare davanti ai tifosi presenti e alla stampa. Alcuni giocatori hanno ricevuto applausi, molti i cori per Francesco Camarda e non solo: battiti di mani anche per Maignan, Reijnders e Fofana. Il resto della squadra non è stato altrettanto fortunato. Gli osservati speciali, Theo e Leao, sono stati accolti con cori che invitavano a un maggiore impegno e personalità.

L’assenza di Cardinale non fa rumore, la presenza di Singer si

Non ha fatto particolarmente rumore l’assenza di Jerry Cardinale. Il proprietario del fondo RedBird e del Milan non era presente neanche domenica sera, in occasione della gara con il Genoa e della festa a San Siro per i 125 anni del club. Ciò che ha stupito molti addetti ai lavori è stata la presenza di quello che è una vecchia conoscenza del club di via Aldo Rossi: Gordon Singer, elemento di primo piano di Elliot. Un momento quasi paradossale, assente l’attuale proprietario, presente il figlio del precedente proprietario.

Ad agosto è fissata la scadenza del vendor loan, concesso da Elliot a Cardinale nel 2022, quando venne finalizzata la cessione del club dal fondo di Singer a RedBird. La cifra che Cardinale deve restituire ammonta a poco meno di 700 milioni. L’obiettivo del business man newyorkese è quello di allungare i tempi fino al 2028. Per poter recuperare l’intera cifra da restituire ad Elliot e potersi tenere il Milan. Nel caso l’accordo tra i due fondi per il prolungamento non dovesse andare a buon fine, Elliot potrebbe escutere il pegno e riprendersi il Milan.

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