EDITORIALE PRIMA PAGINA

Cercasi risposte. Cardinale e i suoi uomini diano una spiegazione. Basta scudetti del bilancio

C’è una verità scomoda che aleggia da tempo sopra il Milan, e non è certo emersa all’improvviso. Era lì, visibile a chiunque volesse guardarla davvero. Ma il tifo, si sa, è anche un atto d’amore: e l’amore, spesso, porta a chiudere gli occhi, a spostare i problemi sotto il letto, dentro un armadio, in qualsiasi angolo lontano dalla realtà.

Eppure, i problemi del Milan non sono nuovi. Si trascinano da anni, con nomi diversi ma radici identiche. L’ultima estate aveva portato con sé una ventata di entusiasmo, alimentata dall’arrivo di Massimiliano Allegri. Ma più che entusiasmo si trattava semplicemente di un leggero spiraglio di sole in un fitto inverno milanese.

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E le cose inizialmente sembravano anche andare per il verso giusto. Una squadra che ha overperformato nel girone d’andata e una mentalità – almeno da parte dell’allenatore – che sembrava essere tornata quella di qualche anno prima, quando per intenderci in tribuna sedeva ancora il Milan in persona. Paolo Maldini.

Ma pian piano quell’entusiasmo si è sgretolato. Quando sono arrivati i momenti decisivi, quando il sogno scudetto ha iniziato a incrinarsi, sono emersi tutti i limiti di una rosa incompleta, di richieste tecniche rimaste inascoltate e scelte di mercato senza logica che non hanno alzato il livello della rosa.

Allora è troppo facile prendersela ogni anno con qualcuno di diverso. Prima era colpa di Pioli, poi di Fonseca, successivamente della rosa, poi di Conceicao, oggi di Allegri. No, non è cosi. Parte sempre e tutto dal manico.

Capisco, da giornalista e da osservatore attento del mondo AC Milan, quanto oggi sia fondamentale trovare un equilibrio tra sostenibilità economica e ambizione sportiva. In una realtà grande e gloriosa come quella rossonera, le due cose dovrebbero viaggiare insieme: vincere e mantenere i conti in ordine non sono obiettivi in contraddizione, ma parti dello stesso percorso.

Il problema, però, è che negli ultimi anni questo equilibrio si è spezzato. La sensazione, sempre più evidente, è che a Milanello si sia scelto di privilegiare una sola direzione: quella del bilancio. Una scelta incomprensibile per una squadra che ha viziato il mondo intero.

Allora Cardinale e i suoi uomini diano una risposta a tutta questa gente. Diano una spiegazione a chi ieri in piena festa scudetto nerazzurra, si trovava sui bus in tutta Italia di ritorno da Reggio Emilia. E se non si è in grado di cambiare questo trend: LIBERATE IL MILAN.

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