A luglio in tanti si chiedevano se la strada intrapresa dalla società potesse essere quella corretta. In realtà, in molti, già dopo la cacciata di Maldini avevano iniziato a temere un momento che, poi, si è verificato, portando con sé strascichi e conseguenze nefaste. Il Diavolo, ad oggi, è scomparso. Il Milan è un ricordo che non rispecchia quello attuale e il motivo è nel DNA, come sottolineato da Fabio Caressa a Sky Sport.
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“Le grandi aziende hanno la loro storia e il loro DNA. Puoi affrontare il cambiamento se rimani ancorato al tuo DNA. Il DNA si trasmette: è un modo di comportarsi, un orizzonte, degli ideali. Al Milan chi c’è che può trasmettere il DNA? Nel Milan c’era una figura come Paolo Maldini. Quando è andata in crisi la Roma? Quando è andato via De Rossi ed è arrivato Juric che non sapeva cos’è la Roma. Non si può scherzare con la storia di squadre che hanno centinaia di anni di vita. In questo momento è quello che secondo me manca“.
Dall’addio di Maldini e Massara qualcosa si è rotto. Oltre alla Supercoppa, nelle ultime due stagioni, le emozioni sono state pochissime, così come le soddisfazioni. Adesso, con il via vai che si sta per innescare a Milanello, il Diavolo è a un punto di non ritorno. Forse, in questo modo, sarà più facile risollevarsi, ricostruendo e dando una nuova forma al club rossonero. Tra sorteggio, derby e calciomercato, le prossime 72 ore saranno tra le più complicate e delicate della storia recente del Milan. Come detto da Caressa, solo il DNA può salvare la squadra. I tifosi incrociano le dita, nella speranza di svegliarsi da questo incubo.
