Marcel Reif, noto giornalista del quotidiano Bild, non ha risparmiato una dura opinione nei confronti del Milan sul caso Krosche, che con ogni probabilità nelle prossime ore verrà nominato Head of Football del club rossonero.
Queste le sue parole a Bild: “Per quanto riguarda Krosche, il suo passaggio al Milan non è solo un’indiscrezione di adesso, ma se ne parlava già intorno a giugno, quando si diceva che quel viaggio stesse giungendo al termine e che il Milan fosse interessato, avendo anche parlato con lui. La cosa non è piaciuta a tutti a Francoforte, ma questo è il normale andamento degli affari nel calcio”.
L’analisi
Reif ha poi continuato: “Andrà al Milan, e lì l’asticella è un po’ più alta. Si può programmare con cifre diverse e, da tutto ciò che si sente dall’Italia, gli verrà davvero data carta bianca, una grandissima autonomia. Gli mettono qualcosa in mano, poi gli danno qualcos’altro, e alla fine gli lasciano piena libertà d’azione. Con questa dovrà e saprà riportare il Milan ai fasti di un tempo. E in Italia non si fanno di questi pensieri ristretti come a Francoforte o in altri club virtuosi. Lì il dolore è profondo nel vedere che l’Inter da qualche anno fa la boccaccia al Milan, e che ci sono vicini di casa scomodi come Roma e Lazio, cosa che non va giù a nessuno. Perciò faranno sul serio e spenderanno forte. Non è il paese dei balocchi, ma è comunque un paese vicino ai Balocchi per Krosche”.
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Sempre Reif ha aggiunto: “A Krosche verrà dato potere e risorse. Krösche riceverà tutto questo, ed è esattamente ciò su cui spera anche l’Eintracht Francoforte. Il contratto infatti non è stato semplicemente risolto, ma è stato sciolto di comune accordo, ed è per questo che si guarda con un certo interesse a un indennizzo, che a quanto pare dovrebbe aggirarsi intorno ai 3 milioni di euro. Questo è ciò che sanno i nostri reporter, ma all’interno del club si dà anche per assolutamente certo che farà il passo verso il Milan.
La frecciata
Reif ha continuato il suo ragionamento: È il passo successivo, si tratta di un club diverso e, ripeto, parliamo di parametri differenti, di un altro sistema di coordinate in cui andrà a muoversi. Al Milan le pretese sono enormi, e negli ultimi anni sono stati ben al di sotto dell’asticella. Da un lato, si può ricominciare non proprio da zero, ma si può ripartire su un livello ragionevole e c’è molto da fare. Dall’altro, però, i successi dovrebbero arrivare molto presto. A Milano — in entrambi i club — si è talmente viziati dai vecchi fasti che… beh, la parola ‘pazienza’ esiste anche in italiano, ma a Milano l’hanno praticamente cancellata dal vocabolario!”.
In conclusione: “È una benedizione e una maledizione allo stesso tempo. Puoi iniziare a lavorare su un livello ragionevole e fattibile e costruire qualcosa, basta solo che non ci voglia troppo tempo. Insomma, si sono scontrati persino con le loro stesse leggende, come Paolo Maldini, proprio in quel periodo in cui le cose non giravano. Al Milan non fanno prigionieri se i risultati non arrivano”.
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