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Caso Pulisic, Pochettino risponde: “Il Milan non ha il diritto di lamentarsi!”

Il Milan recupera finalmente Christian Pulisic per l’ultima gara di campionato prima della sosta. Il numero 11, come atteso, non sarà convocato gli Stati Uniti per le due amichevoli contro Uruguay e Paraguay. Tante critiche sono state sollevate da parte dell’opinione pubblica nei confronti del ct Maurio Pochettino, che qualche settimana fa decise di schierare in campo l’attaccate rossonero nonostante non fosse al top della condizione. Intervenuto in conferenza stampa, l’ex allenatore del Tottenham ha così giustificato le sue scelte.

Su Pulisic e la decisione di non convocarlo

“Non l’ho chiamato per dargli la possibilità di recuperare al 100% e di essere pronto a giocare. È una questione di buon senso. Non mettiamo mai a rischio i giocatori. Ha giocato contro l’Australia perché si sentiva davvero bene e perché tutte le valutazioni dei nostri medici e dello staff medico erano corrette, e il giocatore era d’accordo con noi. Non ha giocato la prima partita contro l’Ecuador perché è arrivato con un problema che aveva avuto, ancora una volta, con il suo club in Italia. Ecco perché. Ci teniamo a lui. Ma questo può succedere quando si gioca. C’è sempre un rischio quando si gioca“. 

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Atalanta Milan Pulisic

Anche Chris Richards, difensore del Crystal Palace, è stato colpito da un infortunio in nazionale durante lo scorsa sosta, con annesse lamentele del club londinese per la sua gestione: “Non hanno ragione di lamentarsisostiene Pochettino.

“La gente dice: ‘È un’amichevole’, ma no, è sbagliato. Non stiamo giocando amichevoli. Stiamo giocando partite per prepararci alla prossima Coppa del Mondo. Altrimenti, giocheremmo solo contro l’Under 20. È una cosa che mi rattrista molto perché penso che a volte le persone non capiscano, o forse non riflettano, su cosa significhi avere la responsabilità di rappresentare un Paese o una nazionale, in questo caso gli Stati Uniti”.

Ho lavorato in diversi club per più di 15 anni e ho sempre rispettato la nazionale, accettandone le regole. Credo che i giocatori siano la cosa più importante. E i giocatori sanno come ci comportiamo e come li rispettiamo. Credo che in queste situazioni, Milan o Palace, non abbiano il diritto di lamentarsi. Perché noi ci teniamo al giocatore. Siamo i primi a preoccuparcene, e non abbiamo mai fatto giocare un giocatore con qualche dubbio. Mai. Mai”.