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La cessione di Sandro Tonali come traccia della maturità: l’approfondimento

Tonali

Parlare della cessione di Sandro Tonali come se fosse una traccia della maturità, è quanto fatto da Luigi Garlando, giornalista della Gazzetta dello Sport.

Garlando ha deciso di scrivere un approfondimento basandosi su un articolo del giornalista Marco Belpoliti, traccia della maturità 2023, dal titolo: “Elogio dell’attesa nell’era di WhatsApp”. Questo è stato il risultato:

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“Ha sbagliato il Milan a venderlo? Ha sbagliato Tonali a farsi vendere? Ognuno dia la sua risposta. Di sicuro, al ragazzo hanno negato (si è negato) il piacere dell’attesa e dei tempi lunghi. Sandro è arrivato al Milan, ha steccato, si è affermato, ha vinto, ha detto: “Il mio sogno è diventare la bandiera del Milan”, è ripartito. Tutto in un lampo, alla velocità frenetica delle vecchie comiche in bianco e nero. Emozioni compresse, come barrette energetiche. E invece avrebbe potuto godersi i tempi lunghi dell’amore. La sua maglietta è stata la più acquistata dai tifosi, più di Ibra, più di Leao. Aveva un popolo che lo amava, di cui sarebbe stato capitano per anni. Magari non per sempre. È giovane, 23 anni. All’estero avrebbe potuto andarci più tardi. I 50 milioni del Newcastle li avrebbe guadagnati comunque, prima o poi. Ma intanto si sarebbe messo nel cuore 6-7 anni di affetto, da leader della squadra amata da bambino; un deposito di emozioni che non avrebbe mai più dimenticato, che lo avrebbe segnato come uomo e che vale molto più di 50 milioni. Una chiacchierata con Gigi Riva gli avrebbe fatto bene. E invece gli è mancato il coraggio dell’attesa, non ne ha intuito l’importanza. Tonali ha raggiunto il sogno di una vita, ma ne ha fatto una stazione di transito. La felicità non è piantare la bandiera in vetta, è godersi il panorama; non è una pastiglia da ingoiare, va ruminata lentamente, come insegnano le mucche che sono maestre di vita. A noi sembrano ottuse perché restano ad osservare i treni che passano. Probabilmente sono più ottusi quelli che sfrecciano sui treni senza sosta, perdendosi il piacere dei paesaggi, delle attese, delle appartenenze e della felicità”

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