Il Milan, il vecchio caro cuore rossonero, pulsa, vibra: il Diavolo si è regalato un traguardo importantissimo mercoledì scorso, ha superato un ostacolo non da poco e ha staccato meritatamente il pass per i quarti di Champions League. A Londra, in un stadio stracolmo, in un clima di “guerra” sul prato verde, Pioli e i ragazzi hanno fornito una prova eccelsa contro gli Spurs di Conte: tatticamente, mentalmente e fisicamente superiori agli inglesi. La difesa – composta dai tre moschettieri Kalulu, Thiaw e Tomori – non ha concesso praticamente nulla al temibile trio d’attacco, capitanato dall’uragano Kane; tre difensori forti, sul pezzo, guidati dalla sapiente regia del grande direttore d’orchestra del Milan, Mike Maignan.
La prova di Rade Krunic, a tratti commovente, è solo un pezzo che certifica, a peso d’oro, la qualità del puzzle rossonero: l’ex Empoli, onnipresente in ogni zona del campo, non ha sbagliato un pallone. Così come il compagno di reparto, Sandrino Tonali. Una diga invalicabile che ha messo in ginocchio le idee e le speranze di gloria del Tottenham. Inutile parlare di Theo e dell’importanza di sua Maestà Olivier Giroud. Qualche mese fa giocavano, da protagonisti (non me ne voglia Deschamps), la finale in Qatar. Tutti per uno e uno pe tutti: sembrerebbe questo il motto adottato dai rossoneri nel “New White Hart Lane“.
Vero, gli inglesi e la Premier sono ancora avanti per strutture, soldi, investimenti e tanto altro. Ma, a volte, le idee superano il dio danaro: è la quintessenza del Diavolo. Si temeva e non poco la trasferta londinese: per numeri, per storia e per un recente e amaro passato. Tutto alle spalle, questo Milan è forte, fortissimo mentalmente, ben preparato, ben allenato e con le idee chiarissime sul proprio futuro, ancora tutto da dipingere. Torniamo a Londra: un certo Winston Churchill, un giorno, probabilmente non avendo molto da fare, decise di parlare di italiani e di calcio. Ebbene, Signor Primo Ministro, mi consenta: a volte è meglio prendere il calcio come una guerra, se i risultati sono questi.
Sarcasmo a parte, molto spesso l’Italia e gli italiani si sono visti denigrare il proprio amato sport, quello più bello di tutti, quello che permette a squadra come il Milan – ricche di idee, solide a livello economico ma che non fanno follie sul mercato – di eliminare il più quotato Tottenham. Si parla troppo spesso e male dell’Italia. E sia chiaro: le grandi colpe ricadono anche sul popolo tricolore. La redenzione del Diavolo passa da un sottilissimo filo di folle equilibrio: l’idea. E allora cavalchiamola questa onda. Remiamo persino contro i sogni e facciamoli nostri. In attesa di un sorteggio che sarà inevitabilmente difficile. E proprio per questo motivo da Milan. “A Leao piace l’elemento scritto sopra“. Per pochi.
Settimana, quindi, perfetta, aiutata da uno straordinario Maldini: Daniel. Il figlio d’arte ha segnato e battuto l’Inter, forse con la testa in Portogallo. Poco importa: è un regalo per il suo Milan, impegnato questa sera a San Siro contro la Salernitana. Una gara da non sbagliare: Da vincere senza “se” e senza “ma”, visti anche i risultati delle romane. Pioli dovrebbe riproporre la miglior formazione possibile: il mister sa che è una partita importante tanto quanto quella di Londra di mercoledì scorso. Un altro passo verso la conferma. Il Diavolo deve immergersi nelle acque agitate di questa A, vincere quante più gare possibili e redimersi, ancora una volta. In attesa che il destino venga scritto venerdì 17. E della scaramanzia – vi anticipo subito – ce ne facciamo poco. Anche perché, a quanto pare, c’è qualcuno dalla parte sbagliata di Milano che vorrebbe un derby. Perché non accontentarlo?
