Il Milan domina e potrebbe chiudere 5-0 contro un’Atalanta senz’anima, spenta, vulnerabile, allettata. Un paziente malato che il Diavolo non ha rigenerato. Per fortuna, altrimenti sarebbe arrivato il solito Gasperini di turno: specializzato nel parlare a vanvera di episodi – grandissimo allenatore sia chiaro – e giustificare l’ennesima prestazione orribile dei suoi, dominati in lungo e largo da Tonali e compagni. Un Milan, quello ammirato San Siro, perfetto, schierato in maniera magistrale dal Deus ex machina della passata stagione: Stefano Pioli.
Messias protagonista inatteso: la prestazione magistrale col Monza, la riconferma in casa contro l’Atalanta, sono solo due dettagli di un cammino meraviglioso, intrapreso dall’ex Crotone. Il Diavolo ha offerto la quarta prestazione di fila senza subire reti, questa volta con il magico ritorno di Maignan in porta. Gennaio, al momento, sembra solo un lontano ricordo. Kalulu, Thiaw e Tomori sono un toccasana che fa bene alla salute. Dopo i numeri disastrosi di gennaio, i rossoneri hanno ripreso verve e solidità difensiva.
E clonatela questa difesa. Zero gol subiti contro Torino, Tottenham, Monza e Atalanta. Ai disfattisti andrebbe insegnato il calcio: vero, il Diavolo trenta giorni fa sembrava la Cremonese ma Pioli ha sempre dimostrato di avere lo scettro in pugno, anche quando faceva scelte drastiche. Clonate questa difesa: Thiaw è il supereroe di cui avevamo bisogno. Kalulu e Tomori sono tornati sui loro livelli. Questa sera i rossoneri hanno dimostrato che la Champions non può essere un obiettivo: c’è chi perde a Bologna e chi domina le partite contro le presunte big, nonostante un mese da dimenticare. ù
La retorica del “merita chi sta lì” ha stancato: vadano avanti i forti. E la forza sta nel mettere in campo tutte le proprie risorse, come contro la Dea. Questo Milan merita rispetto: lo dimostrano le stagioni precedenti. Lo dimostra la crescita europea. Basta con i soliti discorsi da bar: questa squadra è forte e a ha un condottiero invidiabile. Giocateci una stagione intera senza Maignan. Giocate senza Ibra, giocate con 5-6 infortunati a gara.
Le bocche da cucire sono tante e lo si può fare solo con il lavoro. Lavorando per Firenze dove mancheranno Leao e Krunic. Quest’ultimo pedina preziosa di una scacchiera perfetta. Ultimo dei moicani, regista arretrato quando serve, protagonista inatteso. La scorsa stagione insegni. E su Leao? Insofferenza da tifosi medi: anche contro l’Atalanta Rafa ha offerto una prestazione totale con qualche imprecisione. L’assist per Messias, tuttavia, rappresenta il talento cristallino che il Milan non deve perdere.
Le bocche da cucire sono troppe: è bastato un mese disastroso per far tornare a galla i bulletti del passato. Meritiamo rispetto. Questa squadra, composta da giovanissimi e alcuni leader merita rispetto. Lasciamo parlare il campo o i nostri piedi. Lo dicono i risultati di Stefano Pioli. Poi c’è gente che sui social ama parlare a vanvera e prende gol da Orsolini – Orsoking negli ultimi mesi – nel finale, Riccardo è un grande giocatore: merita grandi palcoscenici, merita una big assoluta. Questo Bologna, firmato Thiago Motta, è una meraviglia per gli occhi: sarebbe bello vedere Orsolini al Milan.
E sapete cosa ci insegna il caso ORSOLINI? Sbagliare è lecito, perseverare è follia pura. Come sul Milan di Pioli. I risultati parlano. Gli altri raccontano di arbitri e strane storielle. Noi non siamo cantastorie: noi siamo la storia.
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