Il centrocampista del Milan, Samuele Ricci, è tornato a essere convocato in Nazionale. Per il 4 rossonero si tratta della prima convocazione da parte del commissario tecnico, Gennaro Gattuso. Un ritorno importante quello del classe 2001 che certifica la sua crescita in termini di rendimento. Il giocatore nativo di Pontedera si è raccontato in un’intervista rilasciata ai microfoni di Rai Sport. Queste le parole di Ricci:
“Sono stati mesi di crescita. Sono comunque passato da un club dove giocavo e trovavo tanto spazio, fino ad arrivare in Nazionale, a un club dove giustamente c’è concorrenza molto più elevata e in cui ho trovato meno spazio. In queste ultime partite, fortunatamente, sono riuscito a dare continuità e a trovare minuti riconquistando la Nazionale. È molto importante per me”.
Sul rapporto con Gattuso:
“Molto positivo. Anche in questi mesi nei quali non sono stato convocato, ho avuto modo di sentirlo: non è una cosa scontata. Significa che dà importanza anche a chi è rimasto a casa. Ho avuto poco modo di interagire a Coverciano, però sono arrivato solo ieri”.
Hai sentito l’ex c.t. Spalletti?
“Resterà sempre l’allenatore che mi ha lanciato in Nazionale. Sarò sempre legato a lui. Gli auguro il meglio per quello che farà alla Juventus. Avevamo un bellissimo rapporto, ma penso valga anche con gli altri esponenti del gruppo”.
Sull’importanza dell’etichetta di giocatore in grado di fare tutto:
“Sì, bisogna dare continuità al lavoro che viene fatto, nel club soprattutto. In Nazionale il tempo è poco: hai due giorni di allenamento e poi, magari, la partita. Penso che la Nazionale passi dal club, solo lì si può lavorare sugli aspetti principali e sulle lacune”.
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Sei più un regista o una mezzala?“Bella domanda. Penso di poter fare entrambi i ruoli, in base a cosa viene chiesto. Tanti oggi giocano con le mezzali di inserimento, ma anche di costruzione. Posso fare entrambi i ruoli”
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È stata sfortuna pescare la Norvegia o la colpa è dell’Italia?
“Penso sia una grande squadra la Norvegia e l’abbiamo visto. Magari abbiamo avuto una giornata no nel momento sbagliato e siamo usciti sconfitti. Ora, però, bisogna pensare alle due gare che abbiamo, con grande serenità. Indossiamo la maglia della Nazionale e dobbiamo dare importanza a queste due partite”.
Com’è giocare con Luka Modric?
“Luka è il giocatore più forte che ho incontrato in carriera. Mi ha colpito la sua umiltà, l’importanza che dà a ogni campionato e la disponibilità che dà, al di là della qualità. Non penso siano cose scontate a 40 anni e credo siano gli aspetti da rubargli”.

Cosa rende speciale il centrocampista croato?
“Tante cose. Risalta la tecnica, ma colpisce l’intelligenza, anche in fase di non possesso. Come ho detto prima, non è scontato correre come tutti gli altri, se non di più, a 40 anni”.
Come sta procedendo con Allegri?
“Ci capiamo bene, abbiamo anche lo stesso senso dell’umorismo. Sta andando molto bene. È un grande allenatore e non lo devo dire io. Sta creando qualcosa di importante. Il Milan arrivava da un anno complicato e penso che adesso stiamo facendo molto bene. Abbiamo anche avuto momenti di difficoltà e abbiamo perso un po’ troppi punti. Però si vede la mano del mister”.
Leao è il giocatore più dominante del Milan, lui sa di esserlo? Ci credete voi?
“Sì, nemmeno Rafa sa quanto è forte. Mi sta piacendo molto. Si mette a disposizione di tutti i compagni: in passato, magari, ha fatto fatica su questo aspetto. Adesso penso sia concentrato al 100% sul Milan e sul fare bene”.
