“Tutti in fila per Conte” – scrive così il Corriere dello Sport, secondo cui Milan, Juve, Inter e Roma sono sulle tracce del tecnico italiano. Sembra infatti ormai agli sgoccioli l’esperienza londinese per Antonio Conte, che secondo la stampa inglese lascerà a breve la panchina del Tottenham.
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Pesanti le accuse di Conte agli Spurs, che al termine del pareggio sul campo del Southampton, ha definito la propria squadra egoista e priva di impegno. Dichiarazioni che hanno fatto precipitare le sue quotazioni subito dopo lo sfogo. Secondo il Times, infatti, anche i giocatori sono certi che alla ripresa della Premier League, dopo la pausa per gli impegni internazionali, Conte non sarà più il loro allenatore.
A monitorare la situazione ci sono tanti club di Serie A, che però sanno che per strappare il sì di Conte è necessaria un’offerta economicamente sostanziosa. Ostacolo che in qualche modo si può ovviare sfruttando il Decreto Crescita. Già utilizzato dal tecnico leccese quando occupò la panchina nerazzurra nel 2019, la norma prevede dei vantaggi fiscali per chi sposta la propria residenza in Italia, con i redditi prodotti in Italia che vengono pesati solo al 50%.
Come riporta Calcio e Finanza, sono tre le condizioni da rispettare per usufruire del Decreto:
- l’obbligo di permanenza in Italia per due anni a seguito del trasferimento di residenza;
- lo svolgimento dell’attività lavorativa prevalentemente nel territorio italiano.
- l”essere stati residenti all’estero nei due periodi d’imposta precedenti il trasferimento in Italia.
Tutto in regola per Conte, eccetto l’ultimo punto: Antonio si è trasferito al Tottenham nel novembre 2021, anno in cui era considerato residente in Italia, mentre nel 2022 lo è stato in Inghilterra. Resta quindi solo il 2023, ma basterebbe dichiarare la residenza in Italia dopo il 30 giugno prossimo per soddisfare le condizioni della norma.
Decreto o no, l’ex Chelsea sa che per tornare in Italia dovrebbe abbassare le proprie pretese rispetto alle cifre percepite a Londra e sa pure che non potrebbe pretendere cifre folli sul mercato.

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