Costacurta è stato uno dei pochi giocatori a firmare in bianco il proprio contratto, diventando poi una leggenda del Milan.
Difensore che ha composto una delle difese più forti della storia del calcio italiano ed estero. Affiancato da un giovane Maldini, Baresi e Tassotti, ha reso una squadra come il Milan, una formazione più che temibile, dopo anni di nulla.
Grazie all’illuminazione del neo proprietario del Milan, Silvio Berlusconi, i rossoneri nei primi anni di sua presidenza, verranno affidati ad un allenatore agli esordi: Arrigo Sacchi. Persona misteriosa e per i giornali un “non vincente”, eppure l’impatto tattico e tecnico del nuovo allenatore del Milan ha stabilito nuovi record per i rossoneri.
Il pressing orchestrato dalla formazione di Sacchi, e gestito in campo dal capitano, Baresi, ha rivoluzionato il calcio europeo. Annichilendo grandi squadre come il Real Madrid con un impensabile 5-0 a San Siro.
Formazione che vinse per due anni consecutivi la ormai ex Coppa dei Campioni, con una squadra che aveva come suo epicentro i tre olandesi e la colonna vertebrale di italiani, dalla difesa in sù.
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Intervistato al Corriere dello Sport, Alessandro Costacurta ha parlato così della persona che più lo ha migliorato nella sua carriera:
“Arrigo Sacchi mi ha fatto capire dove e come sarei migliorato se l’avessi seguito. All’inizio i suggerimenti mi erano sembrati troppo rigidi, quasi fiscali. Sistema il piede così, aggiusta la tua posizione sull’attaccante, di fianco, non dietro. In precedenza nessuno mi aveva insegnato a stare in campo, nemmeno il magnifico Liedholm. Il resto l’ha fatto Capello, lavorando sulla mentalità, sulla costanza”.
Ha poi commentato anche sul Milan attuale ed il suo allenatore:
“Max conosce perfettamente il calcio e i calciatori, i tempi di gioco, sa come uscire da ogni situazione, la sue squadre sono capaci di soffrire nei momenti in cui è la sofferenza a prevalere. Non esistono squadre che non abbiano affrontato momenti difficili, ne ha avuti parecchi anche il mio Milan migliore”.
“Allegri è uno che ti dà tante tracce da seguire. Se il suo Milan è da scudetto? Secondo me, no. Ha la coperta corta. Se riesce a restare compatto può fare risultato. Per caratteristiche dei suoi, soprattutto dietro, è costretto a difendere basso”.
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