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La Curva Sud critica duramente la società e non solo: il comunicato dei tifosi rossoneri

Curva Sud - Milan

Passati cinque giorni dalla coreografia “SODALIZIO” esposta nel derby contro l’Inter, il tifo organizzato rossonero torna a far sentire la propria voce. Attraverso un comunicato ufficiale diffuso sui canali social, il gruppo ha scelto di rivolgersi direttamente alla dirigenza del Milan, denunciando il divieto di esposizione del nuovo striscione, un provvedimento che, secondo i tifosi, non ha ancora una motivazione chiara e soprattutto ufficiale.

La denuncia dei tifosi rossoneri

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Nel comunicato, il tifo organizzato ricorda come da esattamente cinque giorni attenda una risposta formale dalla società. Venerdì i tifosi hanno inviato una PEC chiedendo di ricevere “nero su bianco” il provvedimento che ha portato al blocco del nuovo striscione “Sodalizio Rossonero”.

Secondo i tifosi, però, a oggi dal club non sarebbe arrivata alcuna comunicazione, nonostante la dirigenza conosca «molto bene tutti i retroscena» della vicenda. Una mancanza di risposta che, nel testo, viene definita come una violazione di un diritto elementare, ovvero quello di ottenere chiarimenti su un divieto ritenuto ingiusto.

La critica alla società: “Risponde solo a ciò che le fa comodo”

Il comunicato prosegue con un attacco diretto: per il tifo organizzato rossonero, la società continua a mostrare un atteggiamento selettivo, intervenendo solo quando le conviene e ignorando le richieste legittime dei propri tifosi.

A sostegno di questa accusa, i gruppi della Curva ricordano che attendono ancora le risposte ai ricorsi sulla black-list, un tema che da mesi alimenta le frizioni tra tifoseria e club.

Il ruolo dei media

Nella parte finale del comunicato, i tifosi puntano il dito anche contro la stampa. Pur riconoscendo che molti media hanno elogiato la “coreografia geniale” presentata nel derby, il tifo organizzato sottolinea come la maggior parte delle testate preferisca ignorare la questione del divieto allo striscione e, più in generale, ciò che sta accadendo «da mesi».

Un comportamento definito contraddittorio, soprattutto da parte di quei giornalisti che si ergono a paladini della libertà di stampa e di pensiero, ma che, secondo la Curva, evitano accuratamente di mettere in luce il conflitto tra tifosi e società.

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