Il legame tra il Milan e Davide Bartesaghi nasce nel 2012. All’epoca aveva appena 7 anni quando si presentò negli uffici dell’allora Centro Sportivo Vismara, cuore del settore giovanile rossonero. Ad accoglierlo c’erano figure simbolo come Paolo Maldini, Filippo Inzaghi e Angelo Carbone, pronti a proporgli di vestire la maglia del Milan. Il padre, al suo fianco, rimase in silenzio, sopraffatto dall’emozione; fu invece lo stesso Davide, con grande naturalezza, a dire sì al club rossonero.
Una scelta tutt’altro che scontata, considerando che il giovane era già tesserato con l’Atalanta, la prima squadra di livello con cui aveva iniziato a giocare a calcio e che lo aspettava per proseguire il suo percorso.
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La favola rossonera di Davide Bartesaghi
Il percorso di Bartesaghi prende il via nelle giovanili, dove si è formato, per poi passare alla Primavera e arrivare infine a indossare la maglia della prima squadra. Il primo allenatore a credere nel suo talento è stato Stefano Pioli. Il 16 luglio 2022, Davide ha esordito con i grandi durante l’amichevole vinta 2-1 a Colonia, sfoggiando lo Scudetto appena cucito sulla maglia rossonera. Dopo quell’esperienza, però, non è più stato convocato con la prima squadra.
Il ritorno avviene il 20 luglio 2023, nell’amichevole contro il Lumezzane, seguita dalla tournèe negli Stati Uniti, durante la quale il classe 2005 affronta Juventus e Barcellona, misurandosi con i primi scintillanti lampi di Lamine Yamal. È solo questione di tempo prima dell’esordio ufficiale, che arriva il 23 settembre, al 75° minuto di Milan-Hellas Verona. Tre mesi più tardi, Bartesaghi esordisce anche in Champions League, negli ultimi minuti della sfida decisiva contro il Newcastle.
In questi due anni Bartesaghi ha fatto grandi passi avanti sia dal punto di vista tecnico sia fisico. La scorsa stagione ha giocato con il Milan Futuro in Serie C, esperienza che ha rappresentato un importante banco di crescita per lui. Non sono mancati nemmeno i suoi successi con le giovanili nazionali, dove tra le panchine spiccava anche quella di Bernardo Corradi, suo grande estimatore e oggi collaboratore nello staff di Allegri, a cui Bartesaghi ha dedicato i due gol contro il Sassuolo.
A 10 anni, un osservatore lombardo lo descrisse come “bravo, futuribile, ma troppo timido e senza personalità”. Va ricordato, che ciascuno ha bisogno dei propri tempi. Davide possiede talento, ma soprattutto è un ragazzo umile, determinato a lottare per la squadra e sempre desideroso di migliorarsi. Forse è proprio questa combinazione di qualità tecniche e caratteriali a spiegare la sua crescita e il suo potenziale.
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