EDITORIALE PRIMA PAGINA

Dal 21 maggio 2022 al 21 maggio 2023, un anno dopo è ancora vigilia. Contesti diversi, motivi opposti

Il 21 maggio 2022 era un sabato. E chi se lo scorda. Ogni tifoso del Milan ricorda nitidamente cosa stava facendo, con chi era e quali pensieri aveva per la testa. Sicuramente, tra i tanti, ne aveva uno fisso. Reggio Emilia. Il giorno dopo, domenica 22 maggio, alle ore 18, il Diavolo sarebbe sceso in campo al Mapei Stadium contro il Sassuolo, partita valida per l’ultima giornata di campionato. Con almeno un punto, lo Scudetto numero 19 sarebbe stato realtà e la Milano rossonera sarebbe esplosa di passione trasformandosi nell’inferno terreno dopo 11 anni di lunga ed estenuante attesa.

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Dove guardare e assistere alla storia? Meglio rimanere a casa, magari da soli o con una ristretta cerchia di amici, lontani dal caos? Andare in città, organizzando un pellegrinaggio in terra santa nella speranza di trovare un bar o qualsiasi schermo pubblico che trasmettesse l’incontro? Nel peggiore, o migliore, dei casi, mischiarsi al popolo milanista in Piazza Duomo e abbandonarsi al marasma gustandosi i 90′ più lunghi del decennio attraverso il cellulare, la radio, per i più nostalgici, o semplicemente osservando le reazioni dei presenti? Poco importava. Sabato 21 maggio l’attesa non lasciava spazio a progetti dettagliati. L’indomani l’istinto avrebbe fatto il suo dovere, guidando le scelte di ognuno.

Il giorno dopo, effettivamente, a Milano regnava la confusione. Positiva, però. Un tumulto umano indefinibile a livello numerico e quantitativo. Trovare un posto per vedere Sassuolo-Milan, come ampiamente immaginato, si era rivelata un’impresa impossibile o quasi. Eppure, a nessuno interessava davvero. Al triplice fischio di Doveri tutto si era dissolto in un’unica fiumana di persone, catapultatesi in strada per imprimersi negli occhi e nel cuore un momento destinato all’eternità. Sì, perché per tanti ragazzi si è trattato della prima vittoria vissuta con la consapevolezza dei “grandi”.

Oggi, domenica 21 maggio 2023, è passato un anno. 365 giorni dalla vigilia più lunga da molti anni a questa parte. Sono cambiate tante cose, tranne l’amore. La stagione del Milan è stata un’altalena impazzita. L’inizio vincente e convincente. Le sconfitte inflitte a Inter e Juventus, il girone di Champions superato dietro al Chelsea. Poi, con il mondiale invernale e l’avvento del 2023 qualcosa si è spento. L’obiettivo Scudetto è definitivamente tramontato, i risultati hanno stentato ad arrivare, con tante brutte figure, soprattutto in Italia.

In Europa, almeno fino alla semifinale, la musica è stata diversa. Sarà stato il DNA del Milan, saranno state le note dell’inno più emozionante del calcio internazionale, il cammino in Champions ha regalato gioie insperate. Tottenham giustiziato agli ottavi e Napoli tramortito ai quarti, entrambe le volte vestendo gli sporchi panni della vittima sacrificale e, aggiungerei, sacrificabile. Chi si aspettava il Diavolo così avanti?

Il capitolo Inter, ad oggi, fa ancora male. Fortunatamente, il calcio, ti mette subito di fronte ad altre sfide. La vittoria per 5-1 contro la Sampdoria non potrà mai essere la cura alla delusione di mercoledì, ma una medicina in grado di alleviare il dolore. Un punto da cui ripartire per ritrovare il sorriso e la consapevolezza di essere stati campioni d’Italia non per caso. Tre punti che sono ossigeno, anche se ottenuti contro una squadra matematicamente già retrocessa. Un lumicino di speranza per rimanere attaccati al treno che porta in Champions. A due giornate dal termine non è semplice. Se Inter e Lazio vincono l’impresa diventa quasi impossibile.

Per questo motivo, un anno dopo, è ancora vigilia. A malincuore, non si tratta di vincere trofei e scendere in Piazza Duomo. Eppure, l’importanza è altrettanto grande. Domani, 22 maggio 2023, la Corte d’Appello Federale deciderà il destino della Juventus pronunciandosi sulla penalizzazione, la quale dovrà avere valore afflittivo. La punizione, infatti, deve togliere qualcosa alla società.

Questo qualcosa, molto probabilmente, è l’esclusione dalla Coppa dei campioni. Ragione per la quale è lecito aspettarsi che i punti tolti possano essere quelli necessari a farla scivolare almeno al quarto posto, se non oltre. Insomma, è evidente che il futuro sportivo del Milan dipenda anche da quanto accadrà nella giornata di domani.

La possibilità più grande per il Milan di finire il campionato nelle prime quattro non dipende dal proprio cammino, ma dalle decisioni prese dai tribunali. Domenica prossima, quasi come scherzo del destino, ci sarà proprio Juventus-Milan che, a prescindere dall’entità inflitta alla vecchia signora, avrà il sapore di una finale. Ieri sera, al termine del match contro la Doria, lo hanno ripetuto in coro sia Pioli che Giroud. Sapete che giorno è domenica prossima? Il 28 maggio.

Il 28 maggio di vent’anni fa, a Manchester, il Milan batteva la Juve nella finale di Champions League. Sperando che sia di buon auspicio, oggi, 21 maggio 2023, è ancora giorno di vigilia.

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