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Dal Milan tra Europa e campionato a Goncalo Ramos e la corsa scudetto: parla Marco Simone

Dopo il pareggio contro il Sassuolo, il Milan è chiamato a rialzare la testa e a ritrovare la vittoria, a partire dall’impegno europeo. I rossoneri, infatti, sono alla ricerca dei primi tre punti in Champions League contro il Salisburgo, dopo la sconfitta rimediata contro il Benfica. A commentare il momento del Diavolo è stato l’ex rossonero Marco Simone, intervenuto ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Di seguito le sue parole:

Sulle differenze con il suo Milan:

“II Milan per me resta il Milan, ovvero il mio grande amore calcistico, ma ultimamente sta cambiando molto ogni anno. Vincere così è difficile. Più stabilità? Quella era una componente fondamentale ai nostri tempi e lo è pure adesso. La stagione è iniziata da poco ed è presto per dare giudizi perché bisogna dare al nuovo tecnico e ai nuovi calciatori il tempo di adattarsi. È chiaro però che cambiando sempre tutto diventa più difficile: quando dei giocatori arrivavano in una struttura ben avviata come la nostra, per loro era più facile inserirsi e rendere subito al top. Dovevano fare i conti con la concorrenza per essere titolari, ma una volta in campo…”.

Rispetto allo scorso anno, passando da Allegri ad Amorim, il Diavolo ha un volto completamente diverso. I problemi nascono da qui?:

“Sono due idee di calcio differenti. Non dico chi dei due tecnici abbia ragione perché in questo gioco non c’è un unico modo per vincere. Di certo, bisogna dare alla squadra il tempo di adattarsi”. 

Sugli alti e bassi:

“Spero sempre che il Milan raggiunga gli obiettivi fissati, ma soprattutto che torni a vincere. Ho sentito le parole di Boban (al Festival dello Sport di Trento, ndr) e sono d’accordo con lui: questo club non può puntare solo ad arrivare nelle prime quattro per qualificarsi alla Champions. Da tifoso sono preoccupato se il Milan non ambisce a vincere lo scudetto”.

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Su Goncalo Ramos:

“Vi interrompo. Il suo valore non è in discussione, ma mi aspettavo che qualche difficoltà la incontrasse perché il modo di giocare nel Milan è diverso da quello del Psg. Se la squadra crescerà come proposta offensiva e occasioni da gol create, anche Gonçalo si esprimerà al meglio”. 

Su Modric:

“Se mi sarebbe piaciuto avere Modric nella rosa del mio Milan? Assolutamente sì e un campione come lui sarebbe stato titolare anche con noi. Luka non ha bisogno di una squadra che “gira” per dare il massimo perché è lui che la fa funzionare. È un calciatore universale e adatto a tutte le epoche, bello da vedere all’opera anche a quarantuno anni”. 

Sulla favorita per lo scudetto:

“L’Inter è la più attrezzata di tutte perché ha la rosa più ampia e forte. Dove colloco il Milan? Nel gruppone delle inseguitrici insieme alla Ro-ma, al Como, alla Juventus, al Napoli e alla Lazio. Il Milan deve fare un salto in avanti a livello di reti e gioco espresso per insidiare i nerazzurri. La Roma e il Como stanno andando forte, ma la più grande sorpresa, in relazione all’organico a sua disposizione, è la Lazio: Gattuso, con il quale ho giocato al Milan e che è stato mio compagno di corso al Master di Coverciano, ha una grande competenza ed è un tecnico capace di tirare fuori il meglio dai suoi calciatori”.

In Europa quale deve essere l’obiettivo del Diavolo?:

“Le coppe europee, e in particolare la Champions, sono nel dna del Milan. Io quando giocavo in Europa con la maglia rossonera, mi sentivo a casa: c’erano una mentalità vincente, poca pressione e la consapevolezza di poter battere chiunque. Adesso le cose sono cambiate, ma secondo me in questa Europa League il Milan può fare bene e arrivare in fondo. Un bel risultato con il Sali burgo può dare la carica per ripartire forte in Serie A”. 

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