Lasciato il Milan alle spalle, Mattia Liberali ha intrapreso una nuova fase della propria carriera, cambiando ambiente, maglia e prospettive. Ora, con il Como, Liberali è chiamato a dare continuità al proprio percorso di crescita e a confermare le qualità che lo avevano messo in evidenza nel settore giovanile rossonero.
Il giovane talento ha rilasciato un’intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Di seguito un estratto delle sue parole:
In Armenia sei entrato bene, a Tirrenia ti sei allenato benissimo. Quanta voglia hai di spaccare il mondo?: “Ho tanta voglia di lavorare e di dimostrare, ho tanta fame. Poi sì, sono venuto qua veramente carico. Era la prima volta con mister Baldini, e l’allenamento è una parte fondamentale. Come ti alleni in settimana, poi lo riporti in campo il weekend”.
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Ingresso da mezzala, poi ala: “Nel calcio di oggi la forza di un giocatore è saper fare più ruoli. Il mio, quello che ho fatto fin da piccolo, è dietro la punta. Ma anche da esterno posso entrare nel campo, da trequartista di destra come ho fatto con Aquilani a Catanzaro. Lo devo ringraziare perché mi ha aspettato, è quel che serve a chi è giovane”.
Da lì siete arrivati tu, Favasuli e Cisse: “Sono contento di averli ritrovati qua perché sono due ragazzi meravigliosi: ci ho passato un anno bellissimo, ci sentiamo tutte le settimane. E gioco di nuovo con Camarda: in campo abbiamo una bella connessione, ci conosciamo fin da piccoli”.
Con il Milan cos’è successo?: “È stata la squadra che mi ha cresciuto fin da bambino e questo lo riconosco e anzi sono veramente devoto a loro, però poi nel calcio le strade ogni tanto anche si dividono. In quel momento la scelta giusta per me era fare un passo indietro e andare magari in una categoria più bassa a giocare”.
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