Dopo un inizio difficile con il Milan, Santiago Gimenez ha continuato a convivere con problemi fisici che lo limitavano già dai primi mesi della stagione. L’ultima partita prima dello stop risale al 28 ottobre 2025 contro l’Atalanta, quando fu costretto a uscire per il peggioramento del problema alla caviglia.
Dopo vari tentativi di terapia conservativa, a dicembre si è sottoposto a un intervento chirurgico che lo ha tenuto fuori dai campi per quasi cinque mesi. Il lungo periodo di riabilitazione ha pesato enormemente sulla sua stagione. Gimenez è tornato ad allenarsi in gruppo soltanto a marzo e ha fatto il suo rientro ufficiale poco dopo, ritrovando il campo contro il Torino.
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Tuttavia, dopo un’assenza così lunga, non è mai riuscito a ritrovare continuità né la migliore condizione atletica. I numeri finali raccontano una stagione molto complicata: appena 7 gol in 37 presenze complessive e nessuna rete in Serie A nel corso di questa stagione, un dato che ha inevitabilmente attirato critiche da parte di tifosi e media.
Il campionato è ormai giunto al termine e l’attaccante è volato in Messico in vista dei Mondiali. Gimenez ha detto la sua proprio su questa tematica dal ritiro della nazionale. Di seguito le sue parole:
“Non credo che siano state ingiuste, sono stato criticato giustamente. Sono un attaccante, i tifosi vogliono vincere e chiedono i gol. Un club come il Milan deve essere in Champions League e lottare per le prime posizioni. Noi non siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo. In un club così grande non puoi permettertelo. Penso che le critiche siano giuste. Potrei anche dire che non sono mai stato al massimo: prima l’infortunio, poi non ero al 100%. È stata una stagione difficile però alla fine i numeri sono lì. È stata una brutta stagione”.
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