Diogo Dalot, terzino del Manchester United con un passato in prestito nel Milan, si è raccontato a FourFourTwo. Nel corso dei propri ricordi, il terzino ex Milan non ha potuto fare a meno di citare anche Paolo Maldini. Certamente, una figura fondamentale per il suo sviluppo, avendo coperto le stesse porzioni di campo, entrambe a San Siro.
Il portoghese ha ricordato i consigli e le mosse di Paolo Maldini, le più frequenti. Tra queste, mai parole a mettere in dubbio o volte a contraddire l’operato di Pioli, secondo Dalot. Insomma, una figura comunque accomodante, spesso concentrata anche sul lato psicologico e sulla convinzione dei suoi giocatori. Ma anche un personaggio che conosce i propri limiti decisionali all’interno della società. Qualcuno che comunque non vuole mettersi in contrasto con la posizione dell’allenatore, insomma.
Dalot, che nel Milan ha trascorso solamente un’annata, ricorda Milano con affetto. Nonostante il Covid ed il periodo certamente complicato per gran parte della città. Sicuramente, una stagione che ha servito anche da trampolino di lancio, per rivitalizzarlo dopo un anno e mezzo al di sotto delle aspettative, in Inghilterra.
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Queste le sue parole nel corso dell’intervista:
“Ho giocato tanti minuti, ne avevo bisogno visto che era quasi un anno e mezzo che non giocavo regolarmente. Anche culturalmente era importante giocare in un altro campionato e imparare una nuova lingua. Milano è una bella città, ma a causa del COVID la maggior parte delle cose erano chiuse. Maldini è simpatico e la sua presenza come dirigente ci ha fatto bene. Era vicino ai giocatori, ma conosceva i suoi limiti. Non interveniva nelle decisioni dell’allenatore contraddicendolo, ma diceva: “Stai giocando bene ma potresti fare meglio”. A volte non si trattava solo di consigli tecnici, ma di messaggi mentali, come “Sii più paziente” o “Cerca di concentrarti su questa situazione”. Quando sono arrivato mi ha parlato in inglese, ma io gli ho chiesto di parlarmi in italiano man mano che miglioravo”.
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