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De Winter parla dei suoi primi mesi al Milan: dalle differenze tra Ronaldo e Modric ai suoi idoli

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Sono mesi di apprendistato per Koni De Winter. Il centrale rossonero non ha trovato molto spazio fino ad ora, ma quando è stato chiamato in causa ha sempre risposto presente. Intervistato da Nieuwblad Sport, il belga ha commentato questi primi mesi con la maglia rossonera.

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Sulla sua valutazione: “Mi hanno pagato 20 milioni? Se si guardano le quotazioni del calciomercato degli ultimi anni penso che il club rossonero abbia strappato un buon prezzo al Genoa.

Sulle difficoltà di essere un comprimario: “In questo momento sono un’alternativa ma non ho ancora lo status per avanzare richieste ad Allegri. Sono autocritico con me stesso e ho l’ambizione di diventare titolare, deve essere umile in questo momento e prima o poi arriverà la ricompensa”.

Sul passaggio al Milan: “Stiamo parlando del Milan, una delle squadre più grandi d’Europa. Da piccolo guardavo Ronaldinho giocare qui. Non vengo da una famiglia ossessionata dal calcio, non avevamo i canali a pagamento per seguire i campionati stranieri, ma ovviamente vedevo spesso il Milan in Champions League. Quel Milan faceva sognare, con Ronaldinho, Alexandre Pato e David Beckham. Quell’aura è rimasta.”

Sulle altre squadre interessate a lui: “Quando arriva il Milan, non ci pensi due volte. Ma è vero, altre grandi squadre italiane si sono informate (anche il Napoli, ndr), così come club inglesi. C’era pure interesse dal Medio Oriente, con offerte molto ricche.”

Luka Modric

Sulla pressione che c’è al Milan: “I tifosi italiani sono infuocati negli stadi, mi piace quell’atmosfera aggressiva, ma fuori ti lasciano in pace. L’unico della squadra che scatenerebbe il caos in un ristorante è Luka Modrić. Ma d’altronde quando sei così incredibilmente forte, è normale.”

Sulle differenza tra Cristiano Ronaldo e Modric: “È difficile paragonarli. Sono giocatori diversi, entrambi straordinari. Ma devo dire che Modric mi ha impressionato. Prima di tutto per la sua intelligenza calcistica: vede il gioco in modo diverso. Più veloce. E poi ha piedi geniali. Anche fuori dal campo è un grande: umile, non si mette mai sopra gli altri, eppure ha un palmarès folle (un Pallone d’Oro e sei Champions League, ndr). E non si lamenta mai, nemmeno quando bisogna correre. Se lui non si lamenta, perché dovrebbe farlo qualcun altro?”.

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