Adrien Rabiot non ha nascosto la propria delusione per il finale di Milan Atalanta, nonostante la vittoria rossonera. Dopo essere andata in vantaggio di tre reti, la squadra di Massimiliano Allegri ha perso progressivamente il controllo della partita, rischiando di subire il gol del pareggio nei minuti conclusivi. Una gestione che ha fatto arrabbiare il centrocampista francese, intervenuto nel post partita per richiamare i compagni alle proprie responsabilità.
Sulle dichiarazioni del numero 12 rossonero è intervenuto anche Paolo Di Canio, opinionista di Sky Sport, che ha interpretato le parole di Rabiot come un tentativo di scuotere lo spogliatoio. Secondo l’ex attaccante, il francese vuole alzare il livello di attenzione e responsabilità di alcuni compagni, in un gruppo che oggi gli permetterebbe di affrontare anche questioni delicate.
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“Li vuole svegliare”
Nel suo commento a Sky Sport, Di Canio ha fatto riferimento in particolare a Hutchinson, Jashari e Loftus-Cheek, sottolineando come Rabiot abbia voluto richiamarli per ottenere maggiore concentrazione e partecipazione da parte di tutti. L’opinionista ha poi chiamato in causa Rafael Leao, sostenendo che in passato il portoghese avrebbe commesso errori anche più gravi senza ricevere lo stesso tipo di critiche.
Queste le sue parole:
“Ha fatto una tirata d’orecchie ad Hutchinson, Jashari, Loftus-Cheek… Li vuole svegliare! Avrà fatto peggio, per tanto tempo, uno come Leao quando entrava e non gli dicevano mai niente perché era importante per la società… avrà fatto peggio di questo! Quante volte è entrato e gli avranno detto: ‘Ti prendo a schiaffi’? Però sai dove andare a parare. Siccome il gruppo adesso è sano, si possono toccare certe corde. Hutchinson – perché l’abbiamo capito tutti, ve l’ho presentato io che è un bel talento – è un po’ giocherellone. Jashari non lo conosco bene caratterialmente, onestamente…. Loftus-Cheek è un sornione, un dormiglione! Rabiot ha detto: «Ragazzi, se vogliamo dare una svolta…»”
Rabiot non ci sta: “Non possiamo crollare così”
La presa di posizione di Rabiot è arrivata al termine di una partita che il Milan aveva iniziato nel migliore dei modi, salvo poi perdere compattezza e lucidità nell’ultima mezz’ora. Il centrocampista ha riconosciuto i meriti della squadra nella prima parte dell’incontro, ma ha criticato apertamente il calo mostrato nella ripresa, evidenziando soprattutto un problema di concentrazione e mentalità.
Queste le dichiarazioni rilasciate a Sky Sport dopo il fischio finale:
“Abbiamo fatto benissimo all’inizio, stranamente nell’ultima mezzora abbiamo perso il filo della partita ed è un problema. Con un secondo tempo del genere il primo, che ripeto è stato fatto molto bene, non vale niente, fortunatamente abbiamo vinto ma non so se lo meritiamo così tanto. Per questo sono un po’ arrabbiato, abbiamo vinto ed avevamo bisogno dei tre punti, ma non possiamo crollare così. Non va bene, dobbiam otrovare l’equilibrio: non è una questione fisica ma di testa, abbiamo abbassato l’attenzione. Dobbiamo migliorare sulla mentalità. Anche chi entra deve dare di più”.
Il richiamo
Il messaggio di Rabiot non si limita ai giocatori subentrati o ai singoli nomi citati da Di Canio. Il francese ha messo al centro la necessità di mantenere alta l’attenzione per tutti i novanta minuti, senza permettere agli avversari di rientrare in partita dopo un vantaggio importante.
La vittoria contro l’Atalanta porta tre punti preziosi al Milan, ma il finale ha lasciato indicazioni su cui lavorare. Per Di Canio, il richiamo del centrocampista può essere letto come un segnale positivo per uno spogliatoio che deve imparare a correggere i propri errori senza perdere compattezza. Ora la squadra è chiamata a trasformare quella rabbia in una maggiore continuità sul campo.
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