Sono già dodici gli anni di assenza della nazionale italiana ad un Mondiale di calcio, e diventeranno almeno sedici. L’Italia perde la finale play off contro la Bosnia e dice addio a quello che sarebbe stato uno storico ritorno nella competizione più importante di tutte. Gli azzurri erano partiti forte, il gol di Kean dopo appena 15 minuti sembrava prevedere una serata tranquilla e gioiosa. Ma invece il destino aveva un’idea diversa per i ragazzi di Gattuso. Con l’espulsione di Bastoni poco prima della fine del primo tempo, la Bosnia riprende coraggio.
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Nonostante questo, l’Italia le sue occasioni le crea ma non le sfrutta. Quella più evidente passa sempre dai piedi di Kean. L’attaccante ruba palla a centrocampo e con un grandissimo scatto si trova a tu per tu con il portiere. Il tiro però è alto e non becca neanche lo specchio della porta. Al minuto 80 circa, i bosniaci trovano il pareggio e riaccendono l’animo di tutti i tifosi. Quel gol subito dall’Italia, in realtà, valeva doppio. Nella testa dei giocatori di Gattuso inizia a palesarsi l’idea che tutto lo sforzo fatto fino a quel momento, sia stato fatto invano. L’incubo poi si realizza quando si arriva ai calci di rigore.
Prima Pio Esposito, poi Cristante, sbagliano dal dischetto. I loro errori consegnano la qualificazione al Mondiale alla Bosnia, che d’estate volerà verso l’America pronta a giocarsi un passaggio ai gironi. Per l’Italia è il terzo Mondiale consecutivo saltato, mai così male in tutta la storia. L’incubo sembra infinito e tutte le speranze che aveva portato l’arrivo di Gennaro Gattuso sulla panchina, sono state spazzate via in un momento.
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