Uno tra i giocatori il cui trasferimento è stato meno apprezzato dai tifosi milanisti è senz’altro Gianluigi Donnarumma. Il portiere, da poco diventato papà, ha lasciato il Milan con l’amaro in bocca a causa della sua scelta di giocare con il PSG, tanto che da quel momento l’accoglienza a San Siro non gli è mai stata particolarmente benevola. Donnarumma però non porta rancore, e in un’intervista rilasciata ai microfoni di Sport Mediaset è tornato a parlare del Milan.
In particolare si è espresso sul giovanissimo talento rossonero, Francesco Camarda, che di recente ha fatto il suo debutto da record in Champions League. Una notte indimenticabile per il classe 2008. L’ex portiere rossonero ha espresso tutta la sua ammirazione per il ragazzo, riservandogli solo belle parole. Ha poi detto la sua anche sul possibile futuro di San Siro, argomento caldo delle ultime settimane. Di seguito le dichiarazioni di Donnarumma.

Hai esordito giovanissimo in Serie A. Com’è stato per te crescere sotto i riflettori? “Non facilissimo. All’inizio c’era un po’ più di pressione, però l’importante è rimanere sempre con i piedi per terra e non farsi prendere dalle euforie o dall’entusiasmo ma rimanere sempre equilibrati. Quello penso sia la cosa più importante. Bisogna lavorare anche mentalmente perché non è facile essere sotto pressione tutti i giorni e avere grandi responsabilità.”
Nel Milan ora gioca un giovanissimo che ha esordito a 15 anni, Camarda, hai qualche consiglio da dargli? “Ho conosciuto Francesco quest’anno quando abbiamo giocato un’amichevole a Empoli, prima dell’Europeo. La prima impressione è che sia un ragazzo eccezionale, come persona l’ho visto molto umile, è veramente un bel ragazzo. Spero che possa fare davvero bene, soprattutto al Milan può dare tanto. È importante rimanere con i piedi per terra, ma quello non c’è problema perché l’ho visto che è un ragazzo molto equilibrato. Deve crescere e deve fare anche i suoi errori, lasciarlo tranquillo e sono sicuro che poi arriverà lontano.”
Hai giocato tantissime volte a San Siro. Si parla da tanti anni di abbatterlo, di abbandonarlo, di costruire un nuovo stadio. Qual è il tuo pensiero? “Da un ragazzo che ha giocato San Siro, che è stata casa sua…penso che San Siro è San Siro. É normale che io vorrei che restasse San Siro la casa di Inter e Milan. Però non entro nelle questioni societarie o nelle questioni politiche. Il mio pensiero è quello lì, poi non so cosa si fa in futuro.”
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